Intervista a H&M Production

Niente Svezia, solo Yves Saint-Laurent, musica house e il Sud Africa

H&M, già come la catena svedese d'abbigliamento, ma di tutt'altra levatura musicale. Dietro quell'acronimo ci sono gli pseudonimi che gli amici di gioventù hanno affibbiato a Flavio Romaniello e William Peter Cataldo. Il primo denominato Muscle per la sua assidua frequenza nelle palestre, il secondo dalla passione per i motori delle luccicanti Harley-Davison. Ecco fatto, nascono gli Harley & Muscle. Abbiamo chiaccherato con Flavio "Muscle" Romaniello sui divanetti del Plastic.

Harley & Muscle, com'è nata quest'unione?
"Ho conosciuto Harley quando avevo 12 anni a scuola, si era appena trasferito dal Canada. Abbiamo scoperto di avere gli stessi gusti, entrambi amavamo la deep house e la house americana. Quella originale nata a Chicago nel 1985".

Come valuti la situazione musicale dei dance club italiani?
"In Italia in discoteca non si va più per ballare, si beve, ci si sballa. I posti migliori sono i lounge bar o discoteche come il Mazoom, frequentate da persone che hanno gusto musicale. L'ultima serata bella che c'è stata a Milano è stata 5 anni fa con Mr Finger. Noi preferiamo suonare all'estero, in Germania andiamo spesso a Colonia e Francoforte. Poi frequentiamo anche Sud Africa dove siamo dj ufficiali per la griffe Yves Saint-Laurent, prepariamo la musica per gli eventi e i catwalk".

Quale credi che sia il problema di questa situazione?
"Non c'è ricambio generazionale: vent'anni fa c'erano Ralf, Coccoluto e Vannelli. Oggi se vuoi un grande nome chi c'è? Sempre loro. A 50-60 anni hanno altre preoccupazioni, non gli interessa capire cosa vuole il pubblico. Il problema però è che da noi le persone prendono quello che gli viene dato. Si lamentano della scarsa qualità della musica, ma continua ad andare in quei posti. Il proprietario fa il suo interesse, vede che il locale è pieno e non si preoccupa d'altro".

Sei un amante del vinile?
"Assolutamente sì. Se proprio non posso portare i miei vinili per problemi di trasporto, utilizzo i cd, ne ho una buona selezione. La frequenza degli mp3 è troppo piccola rispetto a quella del vinile, viene eliminata una grossa fetta di qualità. La gente molto spesso non lo capisce e non sente la differenza ma io sì".

A Milano c'è qualche buon negozio dove ti rifornisci?
"Ne ho due. Nika Music Store in Via San Gregorio, 23 e Merac Music su Corso di Porta Ticinese". 

Quali titoli o artisti consiglieresti per un primo approccio alla musica house?
"Il primo nome che mi viene in mente è Kerri Chandler, uno dei massimi rappresentanti della deep. Poi tutti i lavori della Naked Music, un'etichetta di San Francisco, e Jon Cutler".

Mentre come produttore come ti muovi?
"Con H&M Production produciamo 25 artisti, anche italiani come Giovanni Vernia e Kay Rush. Curiamo anche diverse compilation come Cafè Solaire e G Lounge. Tutti gli album sono in doppia versione: cd e vinile, mentre i singoli sono stampati solo vinile".

Qualche progetto in via di sviluppo?
"Stiamo facendo un disco con Leona Lewis. È bello lavorare con gente che sa cantare".

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www.harleymuscle.com