Intervista a Guido Benassi

Download, pirateria, creatività, revival da home video, senza troppa nostalgia

Mentre la tecnologia avanza e si impone con prepotenza l’atteggiamento del "download", il dvd riesce ancora ad avere un suo posto sul mercato. Per quanto tempo ancora? Guido Benassi, che guida il business developement della Mondo Home Entertainment, ci incontra per capire se esiste ancora una "scelta culturale" dietro la costruzione di una collana in video.

Signor Benassi, Internet ha stravolto tutto ed ha anche agevolato la pirateria. Abbassare i prezzi è uno scudo di difesa?
"Purtroppo no. E questo lo dico a malincuore visto che alcune nostre collane in ambito cinematografico hanno dei prezzi molto bassi. In Italia è un vero e proprio atteggiamento. E non faccio una discriminazione tra Nord e Sud. A Milano come in altre città abbiamo perso il senso civico perché non ci accorgiamo che spesso trascuriamo una zolla della collettività. Ed è così anche per la pirateria: non c’è rispetto nei confronti di chi realizza un prodotto culturale, dall’autore fino alla produzione".

Le nuove generazioni si disaffezionano sempre di più al supporto e optano per il download. Quando tempo ancora sopravviverà un dvd?
"Ancora per molto, anche se bisogna accettare le nuove tendenze. Voi siete un magazine online e questi mutamenti li afferrate. Così come in minoranza esiste ancora il vhs, lo stesso accade per il dvd anche se l’opportunità di acquistare un prodotto direttamente dalla rete è una prospettiva sempre più concreta e appetibile per l’utente".

Avvertiamo una tendenza di revival dei decenni settanta e ottanta e questo sta capitando anche nell'emisfero Home Video. Perché avete pubblicato una collana che celebra il cinema trash?
"Questo termine forse è un po’ riduttivo per una filmografia di serie B che comunque ha lasciato una traccia nel nostro Paese. E poi lo vedo tra i miei figli, che sono ventenni. Personaggi come Lino Banfi, Alvaro Vitali o il primissimo Diego Abadantuono sono un vero cult".

Perché secondo lei?
"I giovanissimi si sono riscoperti appassionati del cabaret. E se rivede film come Mezzo destro, mezzo sinistro o Cornetti alla crema si renderà conto che sono un collage di sketch che vanno al di là del periodo in cui sono stati realizzati".

Lei svolge anche un lavoro creativo. Quando mette assieme i titoli di una collana a tema pensa di realizzare un prodotto culturale?
"Sarei disonesto se le dicessi che guardo in un’unica direzione. Purtroppo quando si veicola la cultura bisogna sempre fare i conti con l’aspetto commerciale. Sono due facce di una stessa medaglia che si trainano a vicenda".