Intervista a Gli occhi curiosi di Andrea Pezzi

La ricetta per il sano amore, lontano dalla noia

In sottofondo un disco di successi anni '60, che cantano dell'amore, quello antico e strappacuore, quello che fa soffrire, quello che Andrea direbbe non appartenere a sè...poi capirete il perchè. Silenzio ai miei pensieri, solo una cangiante fiamma a fissare in inchiostro mediatico le parole scambiate con Andrea Pezzi. La sua voce trasmette subito entusiasmo e colora la giornata di nuove prospettive nel guardare il mondo.

Come stai oggi, Andrea?
"Bene. La mattina presto è l'unico momento della giornata in cui non sono presissimo."

Cosa hai trovato a Milano che ti ha fatto rimanere?
"Il lavoro. Resto solo per lavorare. Abito in una casa in campagna. Durante il viaggio di ritorno dalla città ho 40 minuti di strada per disconnettermi dal mondo. Vissuta per lavoro, Milano mi piace. Al momento sono impegnato nella trasmissione televisiva Il Tornasole che mi sta dando soddisfazioni. E c'è il progetto OVO che andrà su due canali satellitari di Sky."

Com'è Andrea, lontano dalla telecamera e dalle raffiche di parole?
"Eh, dovresti chiederlo a chi mi sta vicino... Lavoro molto, ma quando sono libero mi piace stare da solo o con qualche amico e mangiare, e poi  faccio sport. Insomma vivo da single equilibrato. Per stare con qualcuno ritengo che mi ci voglia una persona intelligente. Non voglio dar vita a uno di quei rapporti di coppia dove imperversa la possessività con le conseguenti domande "Dov'eri? Cos'hai fatto?". Sto tanto bene con me stesso."

Allora non sai cos'è la noia?
"No. Ho un elenco infinito di cose che vorrei fare e quando ho il tempo colgo l'occasione per leggere libri, scrivere, cucinare, stare davanti al camino. Mi piace molto preparare da mangiare e tengo ad apparecchiare la tavola, seppur non sia in compagnia. Mi prendo cura di me stesso. Stando da solo cado in una specie di trans. Posso passare il sabato e la domenica dormendo appena due ore, per la quantità di cose che faccio."

Immagino che tu non abbia un animale a casa...
"No, infatti. Credo che un animale rappresenti la necessità di indirizzare il prorprio amore verso qualcuno che non c'è, magari un figlio. Sai, ci fanno credere che l'amore sia quello dei film, dei video musicali, quello che ti fa stare male e non è mai veramente un piacere. E' un'idea distorta che ti fa mescolare all'altra persona fino a confonderti, invece ognuno dovrebbe preservare la propria identità. L'amore che ci propongono non dà pace e io cerco la pace, il piacere, non il dolore."

Mi dici una metafora culinaria per l'amore visto a tuo modo?
"Direi l'olio e l'acqua. Anche se li mescoli non si confondono, sono comunque due forme diverse. Ci vuole un po' di distanza da quello che non sei tu. Vanno bene le effusioni momentanee, ma non bisogna essere mediocremente fusi."

In quale posizione il tuo corpo si sente meglio, che sia fisica o mentale?
"Seduto a un tavolo e mangiare, oppure davanti al camino. Adoro il fuoco poichè assume forme sempre diverse. Sto ad osservarlo per ore senza rendermene conto."

A quale altra forma di vita ti senti più vicino, animale, pianta o elemento naturale che sia?
"A quale altra forma di vita... Ad una pianta... una quercia, un melo, anzi un ulivo. Sì, un ulivo, senza pensare a chi lo ha usato per sfondi politici." (Ride)

(Rido) Be', altri più su, e molti secoli prima, lo hanno usato nella simbologia. Io ho pensato all'orto degli ulivi, da cui ha preso il titolo una canzone molto bella di Cesare Basile che stavo ascoltando. Be', parlando d'altro, com'era il piccolo Andrea?
"Ero molto curioso, avevo grandi occhi e credevo a tutto quello che mi dicevano. Sembravo un po' una bambina, per l'aspetto."

Adesso non credi più a tutto?
"Ora no. Seppure l'altra parte di me riaffiori, a volte. Ero un bravo ragazzino e mi stupivo delle cose. Per esempio, quando da Ravenna mi trasferii ad Alfonsine, i primi giorni di scuola ero divenuto l'attrazione principale e mi domandavo il perchè di tanto interesse nei miei confronti. Già, ero il bambino della città che arrivava nel paesino. Sembrava tutto finto, come una specie di Truman Show ed avevo una sensazione di estraneità, che mi capita di avvertire ancora in certe situazioni."

Sei ancora curioso?
"La curiosità è cambiata e mi fa stupore l'effetto che gli eventi hanno sugli altri.  E' una fortuna studiare cose che ti portano a capire le situazioni e te stesso. Se trovi la via giusta puoi possedere quegli strumenti che ti aiutano a comprendere le cause. Lo stupore arriva quando pensi di essere giunto in un posto, ma ti accorgi che non è quello. Vedi, gli esseri umani sono creativi nel bello, altrimenti, quando soffrono, sono banali. Se ti aiuti, la vita ti aiuta. Lo stupore è per la vita."

Sei per caso buddista?
"No. Non credo nella soprannaturalità degli uomini. Ai nostri giorni Gesù potrebbe essere stato un filosofo o uno scienziato. Non credo nell'esoterismo fine a se stesso, nè in chi ti dice che se agisci in un certo modo starai bene, però non ti dà i mezzi per scoprire da solo come fare. La cultura consente di arrivare alla conoscenza e capire. Ma sono discorsi difficili da fare in breve tempo..."

E così confido in nuove conversazioni, magari condite dal fuoco che illumini i pensieri e del buon cibo.