Intervista a Giuliana De Sio

Al Manzoni l'attrice salernitana è Mrs. Robinson: il ritratto ironico, elegante e disperato di una nichilista borghese

Se per qualche congiunzione karmica dovesse rinascere animale, probabilmente Giuliana De Sio sarebbe una leonessa. Affascinante, carismatica, ironica, dalla battuta graffiante e dal temperamento che tradisce l'origine salernitana, l'attrice è di scena al Manzoni con lo spettacolo Il laureato, nel quale veste di panni di Mrs. Robinson, ruolo che fu al cinema della mitica Anne Bancroft. La Mrs. Robinson della De Sio è drammaticamente intensa, cinica, a tratti sguaiata, ma conserva intatta, dall'opera originale di Webb, una carica umoristica e laconica che imprime grande forza al personaggio. In scena è affiancata da Giulio Forges Davanzati, attore ventunenne fresco di accademia, ancora acerbo nell'interpretazione ma capace di tenere testa all'esplosività della collega. La macchina teatrale, decisamente cinematografica, si dipana attraverso 15 cambi di scena e nella colonna sonora, accanto agli indispensabili Simon&Gartfunkel la musica di Janis Joplin e Martha and The Vandals traghetta direttamente negli anni '60.

Giuliana, perché ha accettato la parte di Mrs. Robinson?
"Io sono un'attrice multimediale, recito in televisione, a teatro, al cinema e mi piace rendere omaggio ai film che mi rimangono nel cuore. La sceneggiatura mi ha convinta subito: durante la prima lettura mi ha fatto venire voglia, a differenza del solito, di andare oltre pagina tre. Ho sempre amato questo personaggio: è una parte che mi sento cucita addosso in questo momento della mia vita. Ho vissuto intensamente e sono arrivata a un certo punto per cui tutto mi annoia, mi sembra di aver visto e sentito tutto, niente più mi interessa. Interpretare una cinica nichilista mi sembrava un buon modo per narcotizzare queste sensazioni".

Mrs. Robinson è una Madame Bovary?
"Sì, in un certo senso. E' un'anarchica, una donna che non crede più in nessun valore; si lascia vivere con disillusione anche se, intessendo una relazione con il giovane Ben, si prende quel poco che la vita le può ancora riservare. Mentre la Bovary, di fronte alla noia borghese e alla sconfitta della speranza, diventa un arbusto, Mrs. Robinson reagisce con l'arma tagliente dell'ironia, dello spirito, anche se disperata. E' come se nel suo sarcasmo ci fosse l'aspettativa di un riscatto, di un barlume di luce. In lei convivono eros e thanatos: è tabagista, alcolista e madre snaturata, ma è diventata così anche a causa del mondo in cui vive e degli eventi che l'hanno coinvolta".

Come vede il suo rapporto con un giovane di una generazione diversa?
"Il sesso di Mrs. Robinson con Benjamin è il tentativo di lanciare una bomba nell'ipocrita e perbenista mondo borghese, che disprezza. Abbiamo scelto Giulio perché, fra i tanti che si sono presentati al casting, ci ha colpito per la tenerezza che ispira: è commovente mettere a confronto il vissuto di Giuliana e il non vissuto di Giulio. Dal momento che le mie sembianze non sono quelle di una vecchia signora, avevamo bisogno di qualcuno che, accanto a me, sembrasse davvero un ragazzino".

Si è ispirata ad Anne Bancroft?
"Anne Bancroft è un'attrice splendida, piena di fascino e di classe. Era di origini italiane e, pochi lo sanno, si chiamava Anna Italiano. Nonostante l'Oscar vinto, fu sempre sottovalutata da Hollywood. Nei panni di Judith Robinson, la Bancroft non ha fatto niente che io non farei, è stata perfetta: un modo di recitare composto, profondo, espressivo, insomma europeo e quindi così lontano dalla superficialità recitativa americana".

Come si è preparata alla parte?
"Ci sono degli aspetti del personaggio che ritengo essere miei e così pensavo che l'interpretazione mi sarebbe risultata immediata; in realtà si è rivelata più ardua del previsto. Fare teatro è uno sforzo e scegliere il ruolo è la parte più semplice: tutto quello che viene dopo, dall'adesione alla psicologia del personaggio alla scoperta della sua anima, è faticoso. Ho tentennato, pianto e ho avuto cedimenti ma poi il favore del pubblico alla prima a Firenze ha confermato che il lavoro su Mrs. Robinson è andato nella giusta direzione. Penso che un attore dovrebbe agire solo se ha qualcosa da dire: in scena vedo alcuni colleghi che si agitano a vuoto, senza aver capito il loro personaggio. Se non hai niente da dire, è meglio starnesene a casa".

Quali sono i suoi progetti futuri?
"A marzo mi vedrete di nuovo in televisione con una fiction per la regia di Alessandro Benvenuti: Mogli a pezzi. Interpreto la moglie del sindaco di Lecce, una figura caciarona, sfacciata, volgare, priva di scrupoli. Un ruolo a cui ho dato vita con gran divertimento".