Intervista a Giorgio Lodetti

Dal 1979 la sua famiglia guida la storica "Libreria Bocca", a rischio chiusura

La Libreria Bocca ha una storia lunga e prestigiosa: specializzata in libri d'arte, ospita ciclicamente mostre di artisti emergenti e incontri (alle Segrete di Bocca, in via Molino delle Armi). Per i milanesi (e non solo) è un punto di riferimento, ma da anni ormai è diventata anche una realtà da tutelare. I suoi locali in Galleria Vittorio Emanuele si sono visti aumentare esponenzialmente l'affitto: incombe così il rischio di abbassare la saracinesca per Giorgio Lodetti, che oggi guida l'attività insieme al padre Giacomo, che rilevò la libreria nel 1979. Un luogo che è stato dichiarato da Comune, Provincia e Regione Locale Storico e che ha visto passare tanti grandi critici d'arte, e che conta tanti aficionados celebri (Daniel Libeskind, per fare un nome) e non.

Nel recente censimento I Luoghi del Cuore, indetto dal FAI, le vicende della Libreria Bocca hanno ottenuto rilevanza nazionale. Ma facciamo chiarezza e diciamo come stanno le cose.
"Le cose stanno che dalla seconda giunta Albertini il nostro contratto di locazione è stato cambiato con un contratto di concessione che dà meno garanzie rispetto a una normale locazione commerciale. E quando parliamo di aumento del canone, parliamo del 260%: che significa portare i nostri 450 Euro al metro quadrato versati ogni mese, a 1200. Impensabile e irrealizzabile. Considerando che Prada, nostra "vicina" in Galleria paga invece 300 Euro al metro quadro, non solo vogliamo che il costo dell'affitto non aumenti, ma anzi vogliamo una riduzione su quanto già paghiamo".

Immagino che la sopravvivenza della Libreria sia influenzata anche dall'attuale crisi economico-finanziaria...
"Non è la crisi in sé a spaventarci, nel corso degli anni la mia famiglia ha vissuto diversi periodi storici simili. Sono piuttosto certi eventi concomitanti a minare le attività commerciali milanesi come la nostra: l'ecopass, i vigili assetati di multe, i parcheggi introvabili. Tutti fattori che contribuiscono allo spopolamento della Galleria: prima da qui passavano milioni di persone, adesso -e parlo soprattutto per chi arriva da fuori Milano- si fa il giro in centro molto meno che in passato. E all'orizzonte c'è anche il ridimensionamento di Linate e Malpensa...".

Un quadro poco incoraggiante...
"Sì, ma la passione mia e della mia famiglia verso questo lavoro non viene meno. Ed è una passione che trasmettiamo: vogliamo essere attivi, dare alla città uno spazio vivo nel nostro piccolo. Ecco perché gli incontri, ecco perché le mostre, ecco perché nonostante i problemi, nonostante le offerte che arrivano da chi è interessato a prendere il nostro posto in questi locali in Galleria, noi non ce ne andiamo e non chiudiamo".

A chiudere invece sono molte altre attività: la Libreria del Giallo, la Babele, ma anche molti luoghi della nightlife cittadina. Perché?
"Molte realtà scompaiono anche per il disinteresse che le istituzioni manifestano nel tutelare davvero l'identità di Milano, la Milano del presente e del futuro: così facendo però vengono a mancare gli spazi di sperimentazione, specie per i giovani. Mi chiedo perché il Comune non sfrutti le migliaia di metri quadrati sfitti che ha a disposizione. Pensiamo alle metropolitane,   a tutte le attività che potrebbero ospitare: perché non vengono concesse in affitto, a cifre anche solo simboliche, ai giovani? Porterebbero vita in posti che ora sono abbandonati. E dove c'è l'abbandono, poi arriva sempre il degrado".

Tirando le somme: Milano sembra messa molto male. Ma allora che cosa c'è da salvare in città?
"Io Milano la salvo tutta. Perché è bella. Quello che le manca è il coordinamento: delle istituzioni, dei privati... Coordinamento e capacità di portare gli eventi al di fuori degli spazi in cui si svolgono e coinvolgere tutta la città. Il Salone del Mobile insegna, anche MiArt dovrebbe procedere in questa direzione, Miraggi è un passo in avanti, ma ancora molto deve essere fatto".

Si diceva all'inizio come la Libreria Bocca avesse una lunga tradizione alle sue spalle. Fateci un salto, sfogliate il registro "raccolta firme pro-sopravvivenza", contiene un bel pezzo della storia recente della Libreria, una storia che Giorgio e Giacomo Lodetti saranno pronti a raccontare.

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