Intervista a Giorgia

La cantante ripercorre la sua carriera con "Spirito Libero, viaggi di voce 1992-2008"

Spirito Libero, viaggi di voce 1992-2008 (DDC/SonyBMG) ripercorre in tre dischi tematici i brani che hanno segnato la carriera di Giorgia. Abbiamo parlato con lei della sua musica, delle sue iniziative sociali e della sua città: Roma.

Come mai la decisione di pubblicare una raccolta?
"All'inizio non volevo farlo, non pensavo di riuscirci, ma alla fine è stata una sorta di autoterapia. Ritornare indietro è stato importante, sia dal punto di vista professionale, sia emotivo che psicologico. Spirito Libero è un percorso che mi ha aiutato a confrontarmi con quello che sono stata e ciò che sono".

Senti di aver chiuso una fase?
"Sicuramente sono un po' più in pace con me stessa, ho resettato delle cose per potermi ricostruire. Riascoltando i pezzi vecchi ho notato una pesantezza, ero molto vintage, adesso meno. Sono meno chiusa e ho meno paura di chi sono e dei giudizi negativi che potrei ricevere".

Dal '92 a oggi è cambiato il modo di approcciarsi alla musica, grazie a, o per colpa di, Internet. Come ti rapporti con questo mezzo?
"Buono, sto lanciando anche una webradio su Dada.net, Radio Spirito Libero, dove selezionerò la mia musica preferita. Sarà una selezione un po' schizofrenica che darà spazio anche a cose che di solito non trovano posto nelle playlist".

In tutto il tuo lavoro c'è sempre un fondo di ottimismo, lo dimostrano anche le diverse attività in cui sei coinvolta...
"C'è speranza ma bisogna cambiare strada. L'uomo continuando con questo stile di vita si sta autodistruggendo. Io dove posso ci sono sempre, sto finanziando un progetto, Earthache, di Valentina Davoli una giovane designer che produce t-shirt di cotone utilizzando colori non chimici. Inoltre il poco inquinamento che ci concediamo lo riequilibriamo con dei crediti verdi. Il ricavato delle vendite va in parte al progetto di un villaggio per bambini orfani in Kenya e una parta all'Associazione Cartallegra di Roma"

A proposito di Roma, che rapporto hai con la tua città? Hai mai pensato di trasferirti altrove?
"Molti mi chiedono perchè non vengo a vivere Milano...è che non riesco ad andare via, sono molto romana in questo. Mi manca subito la mia città perchè ho una radice molto profonda, c'è la mia famiglia, è dove ho cominciato a cantare".

Ci anticipi qualcosa a rigurado del concerto dell'1 dicembre all'Auditorium Parco della Musica?
"Ci stiamo ancora lavorando, ma l'idea è quella di creare un viaggio musicale con set diversi. Partire con uno spazio volcale, per poi passare a un momento più elettronico, uno molto acustico e chiudere con la band al completo".