Intervista a Gherardo Guidi

Il patron della Capannina e della Bussola in Versilia ci parla dell'arte di gestire un locale

Gherardo Guidi gestisce due locali storici della Versilia: da 29 anni è al timone della Capannina e da 23 anni della Bussola. Due location leggendarie che hanno fatto la storia del costume del Belpaese. La prima, meta delle "notti brave" di artisti, playboy, personaggi noti e meno noti del mondo dell'industria, dell'imprenditoria, della politica. Il secondo ha visto esibirsi sul palco artisti del calibro di  Juliette Greco, Milva, Mina e, in seguito, Patty Pravo, Josephine Baker, Ella Fitzgerald, Ginger Rogers e persino Marlene Dietrich.

In giro tira aria di crisi tanto che si parlava di trasformare la Bussola in una sala da Bingo. Una notizia troppo allarmante, non le sembra?
"Questo è un fatto che risale al 2001. Effettivamente, ero il primo nella lista dei Bingo. Poi, ho fatto una grande frenata, ci ho ripensato e ho continuato sulla stessa rotta. Credo di avere indovinato ancora una volta, decidendo di non fare il Bingo e di continuare il ballo".

Avrebbe fatta la stessa scelta se il suo locale si trovava a Milano?
"Purtroppo i tempi cambiano e le mode sono sempre lì pronte a colpirci. La memoria storica è una bella cosa anche se credo che il gestore di oggi - com'era quello di ieri - deve sempre guardare in proiezione, deve sempre guardare in avanti. Io faccio tesoro del mio lungo passato, però devo prendere in considerazione anche altre strade".

Fra tutti gli artisti che ha visto esibirsi nei due locali, chi le è rimasto più nel cuore e per quale motivo ?
"Sicuramente, alla Capannina, è Ray Charles, per la sua bravura, per la sua dolcezza. Era veramente un maestro. Alla Bussola, ho un ricordo del ritorno di Renato Carosone".

Vede qualcuno che potrebbe affacciarsi nei prossimi anni, qualcuno su cui investire ?
"E' un'impresa quasi impossiible perché il mondo musicale non è che sia in crisi nera, però, sicuramente, attraversa un periodo di crisi. Ed allora, dire che un domani - non lo so - Renga o un altro, ad esempio una donna tipo la Consoli sia la Mina o sia - diciamo - anche il Ramazzotti di vent'anni fa, questo non mi sento di ammetterlo".

Cosa significa gestire un locale oggi e quale consiglio darebbe a chi vorrebbe intraprendere il suo mestiere?
"Significa dormire sei ore a notte, essere sempre in attività, avere tenacia e costanza, non fermarsi mai. Per i giovani oggi, occorrerebbero dei corsi specialistici sulla gestione dei locali. In giro c'è molta improvvisazione e l'improvvisazione, purtroppo, non porta mai a grandi risultati. Ed allora, io dico che sarebbe opportuno che venisse fuori una scuola non soltanto per manager di chirurgia, di ingegneria, ma anche di comportamento per mandare avanti degli esercizi".