Intervista a Gaetano Santangelo

Musica classica: riflessioni e profezie, incontrando il direttore del mensile Amadeus

Internet sta cambiando anche il mondo della musica classica. I giovani prendono le distanze. Quali rimedi per rimettersi in gioco? Interpelliamo l'oracolo editoriale in questo settore: la rivista Amadeus, edita da De Agostini. Ne parliamo con il direttore editoriale Gaetano Santangelo.

Fino a che punto una prestigiosa rivista come la vostra può contribuire ad avvicinare i giovani alla musica classica?
"Più che essere uno strumento per neofiti, ritengo che oggi Amadeus, pur mantenendo  un taglio divulgativo, svolga  un percorso di approfondimento. Si tratta di una rivista  che, per i contenuti redazionali e discografici, è particolarmente apprezzata da coloro che già praticano la musica classica come appassionati o come professionisti. Ciò non significa che la rivista non possa essere un utile strumento per accostarsi a questo genere di musica. Sicuramente lo è stata in passato. La rivista ha sedici anni di vita e spesso riceviamo lettere e incontriamo giovani che hanno avuto per le mani la rivista perché acquistata dai genitori".

Perché le nuovissime generazioni si sentono sempre più distanti da questo tipo di musica?
"Le nuove generazioni non sono certo sollecitate dai media alla conoscenza della musica classica. Ma credo che la responsabilità primaria sia da ricercare soprattutto nelle carenze della scuola che non fornisce gli strumenti indispensabili per accostarsi alla musica con un bagaglio di conoscenze sufficienti per saper riconoscere la buona e la cattiva musica. Non basta l'insegnamento che ricevono nei tre anni di scuola media, che oltretutto si limita, quasi sempre, alla pratica di uno strumento, il flauto dolce, che non è proprio il più indicato per far amare la musica. Come diceva un noto economista la cattiva moneta scaccia quella buona, ciò vale anche per la musica e in generale per la cultura".

Parliamo invece dei giovani che lavorano in questo settore: un disastro. Non mi sembra che gli ultimi governi abbiamo abbassato il livello di allarme...
"La situazione è a dir poco drammatica. I conservatori in Italia sono troppi, a questi dobbiamo aggiungere le Scuole civiche di Musica e altri istituti privati. Da qui escono tantissimi giovani che non trovano un'occupazione dignitosa e che sono costretti all'emigrazione (le orchestre straniere sono piene di ottimi musicisti italiani) o a trovarsi altre occupazioni. Anche quelli che trovano un'occupazione in un'orchestra vivono in una situazione di precariato senza fine. Abbiamo visto che fine hanno fatto le orchestre della Rai e quanta fatica fa a sopravvivere l'unica rimasta. I tagli alla spesa pubblica per la cultura hanno dato un colpo mortale a molte organizzazioni e associazioni che si vedono costrette ad arrendersi per fondi".

Cosa si potrebbe fare per coordinare meglio il rapporto tra pubblico e nuovi artisti emergenti?
"Nel rapporto tra artisti e pubblico è fondamentale l'intervento dei media. Un artista per farsi conoscere avrebbe bisogno di visibilità. Oggi questo non è possibile perché la stampa e la tv (che è il mezzo sicuramente più diffuso) riescono a mettere a punto un progetto che richiami il pubblico a prestare attenzione a questo tema. La presenza degli artisti emergenti dovrebbe essere spalmata nei programmi di maggior ascolto. Che pericolo c'è a far esibire un giovane pianista o violinista tra un Ramazzotti e un Ligabue? Fazio, Baudo, Costanzo ecc. dovrebbero più spesso inserire tra i propri ospiti i giovani musicisti che si occupano della musica d'arte. E' un dovere. Ma si defilano perché sono anch'essi vittime dello stesso male: l'ignoranza di quell'argomento e la paura di perdere l'audience.

Avete anche un canale web. Quanto lo potenziate a livello editoriale per rendere più dinamico il confronto con il lettore?l
"Il canale web si chiama www.amadeusonline.net ed ha un'ottima frequenza di visitatori. Oggi è utilizzato dai lettori come una fonte di informazione a supporto della rivista (repertorio, almanacco, calendario) e funziona come un magazine soprattutto per diffondere le notizie che non trovano spazio sulla rivista, sia perché arriverebbero in ritardo sia per motivi di spazio. E' dotato di un forum e prossimamente sarà ampliato con altre pagine in modo da poter soddisfare il crescente numero di visitatori".

Amadeus e il futuro. In edicola o altrove?
" Il futuro più remoto, come per le previsioni meteorologiche, è quanto mai difficile da prevedere. Certo la rete è uno strumento potentissimo e non è da escludere che le nuove generazioni se ne serviranno per la musica d'arte come oggi se ne servono per la musica leggera (intendo come modo non come quantità). Ciò provocherà un progressivo abbandono del cd (del resto già in atto) e la sua sostituzione con nuovi supporti di suono che forse oggi possiamo solo immaginare".