Intervista a Gabriele Muccino

Il regista e il cast di "Baciami ancora" raccontano la ricerca della felicità dei quarantenni di oggi

Sono così tanti che quasi non bastano le poltrone in pelle della Terrazza Martini per farli accomodare tutti, ma appena gli attori di Baciami ancora prendono posto, si può parlare del chiacchierato sequel de L'ultimo bacio. Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Claudio Santamaria, Daniela Piazza e Giorgio Pasotti, con un look diverso da quello del film (per fortuna) ma con addosso una camicia "grunge" che - diciamolo - stona un po'. E poi c'è Gabriele Muccino, che ammette "in questo gruppo ci sono i migliori attori della mia generazione e l'ho messo insieme io dieci anni fa".

Baciami ancora, un sequel: operazione commerciale?
Muccino:
"No. Io racconto le relazioni umane: ne L'ultimo bacio c'era un gruppo di uomini che si perde, incapace di una comunicazione profonda. In cerca della felicità, collassano. I miei personaggi sono come burattini: con questo sequel ho concesso loro di diventare come Pinocchio, nel senso di trasformarsi in uomini in carne e ossa".
Accorsi: "Per me L'ultimo bacio non si è mai chiuso e il mio personaggio, Carlo, ha sempre continuato a vivere. Sono felice di aver lavorato ancora con Gabriele: un regista che sa raccontare le fragilità. E non capita tanto spesso".

Rispetto a L'ultimo bacio ora i personaggi femminili hanno più attenzione. Diventano importanti, non sono solo funzionali alla storia.
Impacciatore:
"È vero. Nel primo film le donne erano creature da cui fuggire, ora diventano persone a cui tornare. Avevo il terrore che il mio personaggio, Livia, già stronzissima nell'altro film, peggiorasse e invece ha saputo affrancarsi dal suo fallimento affettivo. Cresce".
Muccino: "Il catalizzatore di Baciami ancora è il ritorno. Dalle donne, sì, perchè gli uomini riescono forse a capirle un po' di più e non ne hanno meno paura. Nel primo film i personaggi cercavano lo scontro, qui capiscono che il distacco cercato ha dato pessimi frutti".

A proposito di donne: fuori Giovanna Mezzogiorno, dentro Vittoria Puccini nel ruolo di Giulia. Com'è stato il cambiamento?
Puccini:
"Ho visto e rivisto L'ultimo bacio, finchè non ho capito Giulia fino in fondo. Giovanna aveva fatto un lavoro straordinario, per me conquistare la parte è un'iniezione di autostima".
Accorsi: "Ho diviso il set con Vittoria molto più rispetto agli altri. Ci ha convinto superando il provino, poi è stato tutto molto semplice".

Baciami ancora è un film generazionale come lo fu L'ultimo bacio. Ma allora, questi quarantenni...
Favino:
"Eh... questi quarantenni smidollati... Ma per piacere! Perchè, i settantenni che fanno le festicciole con le ragazzine invece come sono?! La nostra generazione è venuta su tra gli anni di piombo, appena sbirciati dal buco della serratura e le nuove tecnologie. A differenza dei nostri padri, abbiamo imparato a guardarci dentro. Almeno noi ci guardiamo alo specchio, cerchiamo un'identità. Riconosciamolo e smettiamo di dare giudizi morali".

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