Intervista a Fortis, Ferrante, Brigante e Brandirali

La Musica è cultura e ricerca. Vi è bisogno di gioia nell'arte alla vigilia del Festival Milano in Musica

Giunta alla terza edizione, la rassegna Milano in Musica, che si svolgerà in diverse location della città, quest'anno coinvolgerà ancor più realtà, dalle band emergenti, ai locali, dicoteche, associazioni culturali, reti televisive, teatri e gallerie d'arte. Un non festival che vuole rivoluzionare il modo di vivere la musica e l'arte, abolendo i confini tra artisti e pubblico, dando alla città dei contenuti più genuini, tesi alla ricerca e alla sperimentazione. Dalla conferenza stampa sono emersi concetti interessanti che vi invitiamo ad apporfondire... perchè la musica è cultura. Presenti nella Sala delle Commissioni di Palazzo Marino Aldo Brandirali (Assessore allo Sport e Giovani Comune di Milano), Francesco Caprini (Presidente dell'Associazione Milano in Musica), Alberto Fortis (Artista), Max Brigante (Direttore artistico RockTv, Dj resident Five Stars), Alessandro Cesqui (Label manager dell'Etichetta Novunque), Francesco Paracchini (Direttore della Rivista L'ISOLA CHE NON C'ERA), Claudio Ferrante (PMI-Produttori Musicali Indipendenti).

Alberto Fortis - artista: "Nel panorama musicale italiano dei nostri giorni vi è una dualità tra musica suonata e musica ascoltata. Si riscontrano tre tipi di situazioni: chi ci mette l'anima per cercare di promuovere la propria musica; ci sono i "feudi" più impenetrabili che sono i grandi network radiofonici; e poi le case discografiche. Il problema è mettere il triangolo in armonia. C'è bisogno di posti dove suonare, c'è bisogno pure delle radio, ma in radio non si trova la musica che si incontra negli spazi dei live. Forse ciò è accaduto perchè non si attua una vera collabroazione. Si deve tornare all'autenticità, togliere l'involucro che contorna la musica. Comunque l'essere umano non riesce a fingere con se stesso. Come è stato detto dai filosofi... le linee sottili bucheranno quelle più grandi e impenetrabili. C'è bisogno di tanta gioia nell'arte!"

Claudio Ferrante - PMI-Produttori Musicali Indipendenti: " Milano in Musica, come il Meeting Etichette Indipendenti, vuole opporsi alla mancanza d'attenzione verso i giovani che devono sostituire gli artisti nati 40 ani fa e che passano ancora troppo in radio. E' il mondo delle hit-radio a danneggiare il mercato odierno, poichè la maggior parte dei brani suonati nei network è di cantanti del passato. In tal modo la nicchia non ha la possibilità di arrivare alle radio e per forza deve suonare incessantemente dal vivo. Se si è dei veri professionisti è possibile che quella del musicista diventi una professione a tutti gli effetti. La musica deve essere popolare ed è cultura, quest'idea va valorizzata. E' un mezzo incredibile per comunicare. Milano in Musica scende a suonare in strada per muovere e agitare un movimento culturale... Abbiamo la musica nelle nostre mani e possiamo valorizzarla!"

Max Brigante - Direttore artistico RockTv, Dj resident Five Stars: "Giunti al terzo anno di Milano in Musica noto che le conferenze sono una presa di coscienza delle cose che possiamo fare. Chiunque, presente in questa sala, ha il modo per contribuire alla diffusione di quello che è stato detto. Come responsabile di Five Stars, che dà voce al movimento Hip-Hop, vedo che il club è uno dei veicoli per propagare la musica nella città. Vi è bisogno di sperimentazione e ricerca artistica."

Aldo Brandirali - Assessore allo Sport e Giovani Comune di Milano: "Nel campo artistico la politica non genera nulla, ha il compito di riconoscere e basta, altrimenti è solo un esercizio di potere."

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