Intervista a Fiori di Bach

Alla ricerca di band emergenti: giovane gruppo milanese tra live session e sogni da spalmare

La musica è piatta, anche se in giro ci sono band emergenti che si danno da fare. I Fiori di Bach sono in attesa di ultimare il loro primo album. Ne parliamo con il leader della band milanese Lorenzo Vox.

Quando è nato il vostro gruppo?
"E' nato nel 2004 da un'idea mia e di Ruggero il bassista. Inizialmente con voce e chitarra abbiamo sviluppato alcune nostre idee melodiche. Qualche tempo dopo sono diventate canzoni, grazie all’arrivo nel 2005 di due nuovi elementi: Herman alla chitarra e Marco alla batteria. Abbiamo l'attuale formazione da un anno a questa parte con l'arrivo del chitarrista Lorenzo".

Quali difficoltà incontrate per emergere in questo mercato discografico confusionario?
"Molte! E' quasi impossibile trovare un confronto con chi produce musica, avere consigli e giudizi. Pochi sono disposti ad ascoltare e, a parte qualche concorso per musica inedita, il resto è nulla".

Perché Fiori di Bach?
"Siamo persone positive, felici di suonare sempre, anche davanti a nessuno. Siamo pieni di energia, durante i nostri concerti il pubblico si diverte. Siamo l'antidoto allo stress quotidiano... E come scriveva E. Bach: Come la bella musica e tutto ciò che è grande e ispirato, essi possono elevare la nostra spiritualità e portarci vicino alla nostra anima".

State ultimando il vostro primo album. Ci dai qualche anticipazioni?
"Sarà un album rock-pop contaminato dall'elettronica con ritmiche funk e dance. I testi,in italiano raccontano, a volte in chiave ironica, esperienze personali e riflessioni su questa nuova società".

Vi esibite spesso nei locali milanese. Li considerati buoni trampolini di lancio?
"Ci esibiamo spesso sia in locali Milanesi che del nord Italia. Non li consideriamo trampolini di lancio  ma cartine tornasole per verificare l'impatto con il pubblico. Purtroppo la maggior parte dei locali da' poco spazio alla musica inedita".

Internet sta mutando la fruizione della musica. Cosa ne pensate?
"Penso che il futuro sia in rete e che il punto di forza degli artisti diventi il live. La credibilità di un artista non sarà più sugli scaffali, ma sul palco dove la gente potrà percepire realmente il suo valore. Nel nostro nuovo sito creeremo un'area ascolto accessibile a tutti, fondamentale forma pubblicitaria per una band".

Un sogno da realizzare presto...
"Spero che il nostro primo disco abbia  una buona visibilità, piaccia alle radio e alla gente e...visto che sognare non costa nulla... Voglio suonare a San Siro!"