Intervista a Filippo Wertmüller: T'appartengo

Dalle musicassette degli anni '80 al palco del Plastic: i sogni di bambino e i successi di giovane uomo

Door selector sui generis al mitico Plastic, digital marketing manager, amante del pop, ma anche del rock. Personalità eclettica quella di Filippo Wertmüller che, da animale notturno, diventa cantante e lo fa omaggiando una delle sue icone, Ambra, con il suo pezzo più celebre: T'appartengo.

Il tuo progetto musicale è legato al Plastic. Come sei finito a fare il door selector?
"Sono stato al Plastic la prima volta una notte di settembre di 11 anni fa e ho capito subito che quel luogo sarebbe stato parte di me. Al Bordello ci si andava per cantare, per sfidarsi sui playback di brani ricercati e dimenticati degli anni '80. Questa era l'idea geniale di Sergio (Tavelli, uno dei soci del locale e ideatore del Bordello, diventato poi House of Bordello, ndr.). Un giorno è venuto meno un componente dello staff e mi è stato chiesto se volessi prendere il posto alla catena del privé. Ma al Plastic non ho fatto solo quello: talvolta ho calcato il palco cantando cover da me incise. Un door selector un po' performer. Un giorno misi in scena una versione di If I could turn back time di Cher particolarmente riuscita. Fu così che Sergio mi chiese di esibirmi ogni sabato."

Come è nato e come sta crescendo il vero e proprio progetto?

"Sabato dopo sabato, performance dopo performance, alla fine qualcuno ha pensato che io e le Doubleues, il mio gruppo, potevamo funzionare: mischiare sconsideratamente il mood rock a canzoni molto pop nelle nostre ironiche performance era un'idea divertente da vedere sul palco. Paolo Martella, musicista e cantante, mi ha quindi presentato al produttore Mario Tondini. Qualche settimana dopo ero nello studio di Mauro a incidere con musicisti pazzeschi. Quale canzone meglio di T’appartengo in versione punk rock poteva essere il nostro primo pezzo? Qualche mese dopo, il 27 settembre, siamo usciti su iTunes, con una copertina - che adoro - scattata da Alberto Zanetti. Siamo arrivati al quarto posto della classifica alternativa di iTunes il giorno di uscita. E poi non dimentichiamoci il videoclip, con regia di Antonio R Muci e la partecipazione di tanti amici, rubati all'animazione o alle pr di varie serate milanesi, colleghi del Plastic e non solo."

L'idea di giocare in modo irriverente tra forma (punk/rock) e contenuto (pop) come ti è venuta?

"Non ho memoria onestamente della genesi, ma l'idea è di molti anni fa. Volevo giocare a ridare vita a pezzi lenti e sdolcinati e magari dimenticati in una veste del tutto nuova, energica e ironica. Negli anni mi sono concentrato su altro e ho tenuto il progetto nel cassetto per molto tempo. Poi sono arrivati prima Sergio e poi Paolo e il cassetto alla fine si è riaperto."

Quando è uscito l'album di Ambra eri un teenager. Sono passati 19 anni. Che musica ascoltavi? Le tue canzoni preferite all'epoca?
"Quest’estate ho ritrovato lo scatolone con le mie musicassette di quegli anni. Dai Nirvana ai Green Day, passando per Take That e Ambra. Alla fine due anime diverse che si sono riunite in una hit che le coniuga. Quello che facevo 19 anni fa era ascoltare musica, uscire molto e andare a cavallo. Ricordo con piacere Always dei Bon Jovi, Zombie dei Cramberries (il sottofondo della mia prima pomiciata), Good Riddance (Time of your life) dei Green Day, Back for good dei Take That e T'appartengo, ovviamente. Una passione particolare anche per Maledetta Primavera di Loretta Goggi e altri pezzi anni 80 tipici del Bordello, soprattutto quelli scritti da Mango, Battiato e Ruggeri per interpreti femminili."

Sogni nel cassetto?
"Un duetto con la poliedrica Lorella Cuccarini: sarebbe fantastico esibirmi con lei, cantando La Notte Vola. Chissà..."