Intervista a Filippo Timi

Dopo una stagione di impegni cinematografici, l'attore umbro torna alla letteratura con il libro "E lasciamole cadere queste stelle"

Se sei mezzo cieco e balbuziente che cosa ti puoi aspettare dalla vita? Quasi sicuramente non di fare l'attore e comunque non di ricevere il premio Ubu come miglior attore under 30 o di interpretare due acclamati film come Saturno Contro di Ferzan Ozpetek e In memoria di me di Saverio Costanzo. E invece a dare un'occhiata alla biografia di Filippo Timi, attore umbro trentaquattrenne, parrebbe proprio di no.

Insomma attore cinematografico e teatrale, autore di due libri, di cui uno appena uscito per FandangoLibri, "E lasciamole cadere queste stelle", regista di cortometraggi, autore di alcuni dei brani musicali dei tuoi video...
"C'è da dire che sono fortunato, insomma io balbetto e sto su un palco. Fare l'attore non è facile, così come non lo è pubblicare un libro, per questo dico che sono fortunato. Che poi io in realtà nella vita avrei voluto fare tutt'altro, avrei voluto essere un designer, ma non ha funzionato. Però forse sono stato bravo a non essere troppo incazzato per questa cosa e ad andare avanti e a fare comunque".

Ma non hai paura, come Zanna, il personaggio che hai interpretato in "In memoria di me" di Saverio Costanzo, di "rischiare di non essere niente per voler essere tutto"?
"Guarda, il principio è molto più semplice: bisogna essere se stessi. Se mi renderò conto che per essere me stesso devo cucire scarpe tutto il giorno, cucirò scarpe. Per essere tutto bisogna essere se stessi e quando sei te stesso ti rendi conto di non essere niente e non lo dico per eccesso di modestia, anche perché non sono un modesto. Semplicemente quando sei te stesso ti accorgi che tutti facciamo la cacca e che tutti luccichiamo e quindi nessuno è più importante di nessun altro. Il problema è che molti attori non sono loro stessi".

Ma torniamo al libro che hai appena pubblicato, "E lasciamole cadere queste stelle", anche lì in un certo senso tu interpreti molti ruoli, in particolare ti metti nei panni delle donne…
"Si, ho provato a mettermi dall'altra parte e ho capito che è un casino e che si è molto
più sensibili, si ha una gamma di sfumature molto più ampia. Avvicinarmi alle donne mi ha fatto capire che tutto è qui e che anche nel quotidiano ogni piccola cosa è importante. Che poi avvicinarmi alle donne in realtà mi ha fatto capire che appartengono ad un altro pianeta, hanno valori che noi uomini non possiamo neanche capire".

In un passo del libro uno dei tuoi personaggi dichiara che se l'omicidio fosse legale ne approfitterebbe. Chi uccideresti tu, metaforicamente parlando?
"Innanzi tutto il mio ego, ma io poi in fondo sono un buono e soprattutto sono innamorato del genere umano. Più che altro ucciderei degli aspetti dell'animo umano. Ad esempio quando riparlo con la mia migliore amica e scopro che lei ha ancora paura di vivere la vita io ammazzerei quella paura".

Senti, ma è vero che fai i petali di rosa caramellati?
"No, quello è Yuri, un mio amico, però me lo ha insegnato. E' più che altro una cosa per quando hai pochi soldi e inviti una donna a cena".

Da sei mesi ti sei trasferito a Milano. Che ne pensi della città?
"Bella e cattiva. Per esempio l'altra sera un amico mi dice di una serata in un locale con musica anni Ottanta aperta a tutti, io vado lì e non mi fanno entrare. Però mi piace questa città, forse perchè anch'io rispetto al passato sono cambiato. Ora ho più voglia di fare, anche in maniera più frenetica, più milanese forse..."

Invece a settembre sei stato a New York, un'altra città piuttosto frenetica...
"Guarda non sarebbe male fare i pendolari Milano-New York! Inizialmente in realtà ci sono andato in vacanza, proprio perché era una delle cose che volevo fare fin da piccolo e lì sono andato a trovare una mia amica, Gala, una pop star, e lei mi ha detto che stava facendo una scuola con l'insegnante di Nicole Kidman sui musical così ci ho partecipato anch'io. Dopo un mese di corso abbiamo realizzato un musical in un teatro di Off-Broadway, che poi è quello da cui è stato estratto Ciao ciao bambina, uno dei video che trovi sul mio sito. Poi lì abbiamo messo giù con degli amici un'altra idea per un altro musical, una sceneggiatura cinematografica."

Dunque la lista iniziale finisce per risultare riduttiva e va nuovamente ampliata. E chissà se sia stata veramente la fortuna a portare Timi dov'è, come sostiene lui stesso, o piuttosto il talento, quello vero.

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