Intervista a Federica Fornabaio

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Intervista a Federica Fornabaio

AUTORE
Rosario Pipolo
DATA NEWS
lunedì 28 settembre 2009
ARGOMENTI
Federica Fornabaio, Pianista, Giovanni Allevi, Pianoforte, Warner

Una donna al pianoforte. E se quel tocco al femminile fosse l'alternativa a Giovanni Allevi?

Niente paragoni con Giovanni Allevi e il suo disco d'esordio, Federica Fornabaio (Warner) mette subito in guardia l'ascoltatore. Le nove composizioni originali della giovane pianista puntano alla musica classica allo stato puro, senza giochetti di prestigio. Quello di Federica, ventiquattrenne pugliese, è un tragitto tutto interiore dove la partitura può esprimere la visione di inquadrature interne, anche quando di mezzo c'è una celebre cover firmata da Sakamoto.

Federica, tu fai sul serio. Il tuo cd si apre con pezzi classici tra virgolette. Come sono nati?
"Sono nati dal bisogno di dar voce e forma alle mie emozioni e sensazioni, a tutto quello che di particolare ha sconvolto la mia vita, positivamnete parlando. Un album autobiografico, come un album di fotografie in cui sono raccolti i fermo-immagine di questi momenti salienti della mia vita". 
 
Tutti faranno i confronti con Giovanni Allevi. Musica troppo ruffiana quella?
"C'è da capire cosa si intende per ruffiana..."

Tanti esercizi di stile dall'effetto easy-listening...
"L
a musica non deve essere virtuosa per essere definita colta, ammesso che esista una musica colta. Allevi e io abbiamo lo stesso amore verso lo strumento che ci accomuna, ma il fatto stesso che io proponga pura personalità femmile apporta una diffenza al nostro lavoro".

Una donna al pianoforte nei giorni di crisi del mercato discografico. Una bella sfida?
"Credo di sì. Considero una sfida anche quella della mia casa discografica che in passato non ha trattato musica strumentale. Per il momento le risposte sembrano positive. Spero di continuare in questa strada".

Che musica ascolti?
"Di tutto. Non ho un genere musicale preferito. Quello che mi piace fare è mettere il comando random sul mio iTunes per ascoltare sempre cose diverse e non conosciute".

Nella città di Milano quali sono le realtà che ti interessano?
"Per il momento ho avuto l'occasione di vivere Milano solo dal punto di vista lavorativo. Sempre un mordi e fuggi. Non ho ancora avuto modo di guardarla con gli occhi del turista. Mi prometto di farlo presto".

Internet e la musica digitale hanno stravolto tutto. Anche per chi non fa pop o rock?
"In un certo senso il web ha dato la possibilità a tutti di essere ascoltati, cosa che nel passato non succedeva. La strada era chiusa a molti. La rete è diventata un supermercato della musica. Non essendoci più i talent scout in giro per locali, Internet è un ufficio di collocamento con curricula on line".

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