Intervista a Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli

La coppia comica racconta i mostri di "I soliti idioti"

Primo premio Best MTV Show ai TRL Awards 2011. Una sitcom che ritrae con pungente comicità l’Italia di oggi. La preparazione di una tournée di quattro date in altrettante città italiane. Un film da girare. Sono Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, attori e autori de I soliti idioti, in onda su MTV. La terza stagione si è appena conclusa, ma le risate non finiscono qui.

Come nascono i vostri sketch?
Francesco: "Come non lo sappiamo. Certo è che la nostra fonte di ispirazione sono le persone e la quotidianità".

In che modo vi siete accorti del successo riscosso dal programma?
Fabrizio: "Ascoltando qualcuno ripetere le nostre battute. Ci siamo sempre chiesti cosa provasse Vasco Rossi nel sentire fischiettare Alba chiara. E quando ci è capitato abbiamo provato una grande felicità".

Qualche critica vi è mai arrivata? Magari per i riferimenti al clero o per le parolacce.
Fabrizio: "A parte un sito che ci crede il demonio, per il resto molti cattolici ci fanno i complimenti. Anche perché noi non prendiamo in giro la religione, solo l'aspetto dell'istituzione Chiesa orientato al marketing".
Francesco: "E poi i turpiloqui sono motivati. Probabilmente è per questo che non ci arrivano lamentele in proposito. Un esempio? Ruggero. È un personaggio sopra le righe, praticamente un cartone animato, per questo gli è concesso un po' tutto".

Da cosa è nata l'idea di una versione live della sitcom?
Francesco: "Il tour nasce principalmente dalla voglia di portare i nostri personaggi in mezzo alla gente. Ma non è uno spettacolo teatrale".
Fabrizio: "Infatti. A un certo punto ci siamo ritrovati ad avere tra le mani una quindicina di canzoni legate al programma e ai protagonisti e ci siamo detti che potevamo fare mezzo e mezzo, ovvero fare un po' spettacolo e un po' concerto".
Francesco: "Ci sembrava fico andare in giro come se fossimo una band. La cosa che ci piace molto è sentirci un gruppo, ed è stata questa la spinta ad andare on the road".

Come mai nell'ultima serie avete fatto questa svolta musicale?
Fabrizio: "In realtà la musica in chiave parodistica è stata sempre una caratteristica dei nostri programmi. Arrivati alla terza serie, abbiamo tentato di fare una sorta di musical nel quale la gag sfocia, poi, nella canzone. Operazione che ha riscosso un discreto successo".

Qualche anticipazione sui progetti futuri, magari una quarta serie?
Francesco: "Adesso abbiamo in programma il film I soliti idioti ma non possiamo dire niente, a parte che lo stiamo scrivendo".
Fabrizio: "E che sarà la Taodue di Pietro Valsecchi a produrlo. La trama è top secret perché è veramente una roba pazzesca. A metà tra realtà e fantascienza".
Francesco: "Magari il film è una merda e non ce la chiedono neanche la quarta serie".
Fabrizio: "Noi vogliamo l'Oscar, quindi faremo un film da Oscar".

Le premesse ci sono tutte. Forse perché il soggetto è la cara, amata e, oggi, amaramente comica Italia. E anche perché a farlo sono loro. I soliti idioti.