Intervista a Eugenio Boer

Mi piace Milano: lo chef del ristorante Essenza si racconta

Padre olandese, madre italiana, animo zingaro e una grande devozione all'ars culinaria. Nel panorama gastronomico milanese, Eugenio Boer non passa certo inosservato. Tante le esperienze che lo hanno formato, all'estero e in giro per il Bel Paese. È passato per la brigata tedesca di Kolja Kleeberg a Berlino, ma anche per quella siciliana dell’Osteria dei Vespri di Palermo, a tu per tu con Alberto Rizzo. E ancora, in Toscana si è confrontato con Gaetano Trovato a Colle Val d'Elsa, mentre in Alta Badia è entrato in contatto con le istanze dolomitiche di Norbert Niederkofler al St. Hubertus di San Cassiano.

Classe 1978, da quasi un anno lo chef ha trovato la propria dimora gourmet al ristorante Essenza di Via Marghera 34, sintesi di un percorso professionale dove racconta ricordi e scene di vita attraverso le sue creazioni. Piatti mai scontati, che restano fedeli a se stessi assecondando una visione personale dell'esistenza e della cucina. Curiosità, verve e autenticità non mancano a questo giovane e talentuoso cuoco, che ha recentemente ottenuto grandi soddisfazioni nelle segnalazioni delle guide gastronomiche 2016, ricevendo punteggi alti come new entry. Da I Cento Milano, che lo piazza al sesto posto, alla Guida dell'Espresso, passando per Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso, che gli attribuisce 82/100 e 2 Forchette.


I posti del cuore?
Il The Botanical, nel quartiere Isola, perché ho conosciuto lì, davanti ad un gin tonic, la persona che amo.

Le esperienze da non perdere?
La spesa al mercato rionale di Piazza Wagner, vicino a Essenza, un giro la domenica mattina fra le bancarelle dell’antiquariato sui Navigli, un calice di aperitivo alla Cieca o, dopo la chiusura del ristorante, alla Cantina di Franco, in via Raffaello Sanzio. Un pomeriggio al Museo del Novecento o una mostra in Triennale o a Palazzo Reale.

Qual è il ricordo più vivo?
Le prime sere arrivato a Milano, camminando di notte, incontrare il Duomo illuminato, il silenzio della piazza e sapere che questa sarebbe stata la mia città.

Milano è...
Una città che sta crescendo e sta diventando sempre di più una piccola metropoli. Sta cambiando ed è cambiata tanto grazie ad Expo e ce ne accorgeremo credo soprattutto quando sarà finito. Milano è una concentrazione di persone arrivate da tante regioni e dal resto del mondo, come me qui per trovare quello sprint che è unico in Italia. È una città anche sempre più cosmopolita, con quartieri come China Town e Viale Padova, oggi “milanesi” quanto le case di ringhiera e i Navigli.

Amo Milano perché...
È il luogo che ho scelto per esprimermi. Dove sono diventato chef con una brigata, un ristorante, una mia idea di cucina e di accoglienza. È la linea di confine fra il periodo zingaro della mia vita e quello in cui mettere radici.