Intervista a Enzo Mari

La scuola, i giovani, internet: parla uno dei maestri del design italiano. E son dolori...

Il design in Italia va alla grande. O no? Le nostre aziende portano alto l'onore del Made in Italy nel mondo, ma da quando non si vede un giovane designer italiano sulla scena internazionale? E allora è tutta una corsa alla scoperta (o alla ricerca) di geni nascosti, non ultimo arriva il Premio Giovani Talenti del Design "Renato Brunetta". Sì, il Ministro s'è accordato con l'azienda friulana Midj per premiare la miglior sedia progettata da un progettista in giovane età, età massima: 45 anni (!). In palio una borsa di studio da 5mila Euro. Presiede la giuria Enzo Mari, che ammette: "Mi hanno incastrato in questa cosa e ormai la faccio". Mercenario? Piuttosto uno che ha deciso di inserirsi nel "sistema" per denunciare una situazione allarmante, a giudicare dal suo intervento alla conferenza stampa del premio, in cui non si risparmia.

Per fare un giovane talento, ci vuole una nuova sedia?
"Conosco un milione di sedie, sul serio. Di buone ce ne sono 50. Le altre si dividono a metà tra sedie per bene, che fanno dignitosamente il loro ruolo, e sedie radicali, quelle con il ricciolo, la gamba volutamente rotta... Non credete, tutte copie di quelle 50 sedie buone".

Da cosa si distingue un buon progetto?
"In giro è pieno di merda pronta a essere chiamata design. Un progetto è innovativo quando porta una novità nella tecnologia o nel linguaggio. Questo risultato si raggiunge lavorando all'interno di un'azienda, perchè per fare un buon articolo si deve sbagliare, rifare. Devi sbatterci la testa sopra per anni. Con queste premesse, sfido chiunque a creare una sedia nuova e sfido chiunque a contestare quello che sto dicendo".

Allora perchè questo concorso?
"Premetto: io mi occupo di qualità, non mi interessano i numeri del mercato. Da qui posso dire che non so cosa cazzo insegnino i docenti di design delle scuole specializzate che nascono come funghi in Italia. Qual è il livello di qualità dei diplomi rilasciati?".

Un "allarme design" insomma... Ma scusi, per tornare al concorso: non è ridicolo indicare dedicare un premio ai giovani designer e poi ammettere partecipanti fino a 45 anni d'età? È assurdo, via...
"Ho discusso a lungo con gli organizzatori proprio sull'età. Per me un giovane designer è un sessantaseienne! I 45 anni di adesso equivalgono ai 12 di 50 anni fa. Un designer fresco di diploma oggi ha una preparazione liceale, perchè le università non fanno ricerca, visto che devono sopperire all'ignoranza prodotta dai licei. E per far design occorre un bagaglio di conoscenze, oltre che grande esperienza: a differenza della fotografia o della scrittura, che si possono esercitare con passione anche in solitudine, il design si nutre di progetti realizzati con le aziende. Con queste premesse, è ben difficile che un "giovane designer" abbia trent'anni...".

È vero che non gradisce particolarmente internet?
"Io non ce l'ho con il computer, in quanto macchina, calcolatore con una potenza. Ce l'ho con il personal computer, che ha fatto gridare alla rivoluzione. La verità è che grazie ad esso qualunque imbecille ha l'illusione di essere un genio capace di grandi cose. Io non sono su internet (in effetti non esiste un sito ufficiale di Enzo Mari, ndr) perchè voglio avere il controllo su quello che le persone possono sapere su di me e su come ci arrivano. Un libro ha una struttura, un inizio, una fine. Internet no: saltelli di qua e di là senza ordine e senso alcuno. Internet è pura masturbazione".

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