Intervista a Elisabetta Viviani

Aspettando la festa della Donna in compagnia di una versatile figura dello spettacolo italiano

In attesa del giorno della mimosa, quale miglior occasione per parlare di “donne” se non con un’artista femminile milanese. Abbiamo scelto di intervistare in esclusiva Elisabetta Viviani, intelligente e versatile artista dello spettacolo italiano degli ultimi trent'anni, che molti di voi ricorderanno come voce della sigla del cartone animato "Heidi", firmata dal grande Franco Migliacci.

Allora, Elisabetta, in giro già si sente profumo di mimose. Come festeggerà  l’8 marzo?
“E’ sempre stato un giorno che non ho mai festeggiato, nel senso che l’8 marzo ho sempre lavorato. Fa parte un po’ del ruolo professionale che la donna acquista sempre di più nella società. Non è più come una volta, ai tempi in cui la donna era un pochino relegata ad un certo ruolo. Questa conquista mi può far solo piacere”.

Quale è la considerazione che la donna si è ritagliata nel mondo dello spettacolo?
“Nello spettacolo una volta era considerata un po’ troppo oggetto ed il talento andava in secondo piano. Adesso invece la donna può scegliere se rimanere un oggetto o mettersi in mostra per le proprie capacità”.

In televisione, la donna volgare non danneggia troppo il gentil sesso?
“Un caso emblematico è stato quello di Loredana Lecciso. E’ lei che ha scelto di essere così. Lei ha accettato il ruolo che le hanno messo addosso e quindi il pubblico si comporta di conseguenza. Nessuno glielo ha imposto. C’è una tendenza in Italia ad affidare alla donna ruoli  – soprattutto nel cinema – in cui primeggiano le bellocce, le super dotate, un po’ stupide. Credo sia raro trovare un bel ruolo per una donna”.

Spulciando nella sua carriera, mi viene in mente il successo musicale di “Heidi”, che ha contribuito a trasformarla in un simbolo della televisione dei ragazzi…
“Non credo di essere stata il simbolo della televisione dei ragazzi, piuttosto l’emblema del mondo artistico e musicale dei bambini. Ai tempi mi ha un po’ penalizzata. Lavoravo nella commedia musicale e stavo per interpretare il musical Irma la dolce, dove avrei avuto il ruolo della protagonista, ovvero quello di una prostituta molto dolce e naif. Poiché avevo inciso Heidi, la casa discografica per cui lavoravo ha proibito alla Rai di affidarmi questo personaggio perché avrebbe rovinato la mia immagine. Sono stata troncata nel mio percorso di attrice televisiva. Oggi sono contenta di aver cantato Heidi perché è diventato un vero cavallo di battaglia. Forse se fossi arrivata qualche anno dopo, sulla scia della televisione commerciale, sarei stata al posto di Cristina D’Avena”.

Migliaia di ragazze visitano ogni giorno il nostro portale MILANODABERE.IT. Che consiglio riserva a coloro che vogliono intraprendere il suo mestiere?
“Impegnarsi per avere una solida preparazione artistica, nonostante si viva un controsenso. Da una parte c’è Maria De Filippi che ha ideato una televisione che vuole fare scuola e formare chi vuole diventare un professionista dello spettacolo. Dall’altra parte c’è il reality-show che appiattisce  la preparazione”.