Intervista a Elisabetta Viviani

Da attrice teatrale a principessa della tv dei ragazzi, l'artista milanese ci confessa la sua passione per la pittura

Calcava con successo le tavole del palcoscenico al fianco di grandi nomi come Pier Benedetto ed Ernesto Calindri finché un giorno il successo di una canzone dirottò il suo percorso artistico. Era "Heidi", sigla di un noto cartone aminato firmata da Franco Migliacci che, con oltre un milione di copie vendute, sbancò le classifiche alla fine degli anni settanta. Parliamo naturalmente di Elisabetta Viviani, una "faccia pulita" del mondo televisivo e dello spettacolo del nostro paese, indiscussa principessa dell'allora tv dei ragazzi.

Allora, Elisabetta, quella canzone l'ha trasformata davvero nel simbolo della televisione dei ragazzi?
"Non credo di essere stata il simbolo della televisione dei ragazzi, piuttosto l’emblema del mondo artistico e musicale dei bambini. Ai tempi mi ha un po’ penalizzata. Lavoravo nella commedia musicale e stavo per interpretare il musical Irma la dolce, dove avrei avuto il ruolo della protagonista, ovvero quello di una prostituta molto dolce e naif. Poiché avevo inciso Heidi, la casa discografica per cui lavoravo ha proibito alla Rai di affidarmi questo personaggio perché avrebbe rovinato la mia immagine. Sono stata troncata nel mio percorso di attrice televisiva."

Rimpianti?
"No. Anzi, sono contenta di aver cantato Heidi perché è diventato un vero cavallo di battaglia. Forse se fossi arrivata qualche anno dopo, sulla scia della televisione commerciale, avrei preso il posto di Cristina D’Avena". 

Cosa ha rappresentato il palcoscenico?
“Il teatro è stata una grande scuola per me. Mi sentivo sostenuta dai grandi personaggi con cui ho lavorato. Ho fatto parecchi incontri importanti. Prima Piccoli al teatro San Babila,  poi Calindri, Macario, D’Apporto e tanti altri. Ernesto Calindri è stato un maestro eccezionale, nonostante abbia un ricordo terrorizzante delle sue punizioni”.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le sue presenze in televisione. Cosa è cambiato nel piccolo schermo?
“Una volta si lavorava a stretto contatto con il regista, che era un vero punto di riferimento. Qualsiasi dubbio avessi, potevi scioglierlo. Oggi il regista è una sorta di supervisor e il contatto con l’artista si è affievolito. Il lavoro dietro la telecamera è all’insegna dell’improvvisazione. Del resto con l’invasione del reality-show il panorama sta mutando velocemente”.

Migliaia di ragazze visitano ogni giorno il nostro portale MILANODABERE.IT. Che consiglio riserva a coloro che vogliono intraprendere il suo mestiere?
“Impegnarsi per avere una solida preparazione artistica, nonostante si viva un controsenso. Da una parte c’è Maria De Filippi che ha ideato una televisione che vuole fare scuola e formare chi vuole diventare un professionista dello spettacolo. Dall’altra parte c’è il reality-show che appiattisce  la preparazione”.

Progetti per il futuro?
“E’ uscito di recente un CD intitolato Le favole si possono cambiare, dedicato ai bambini e agli adulti. Non tutti sanno che adesso nella mia vita c’è anche la pittura. Mi sto dando da fare per moltiplicare la presenza dei miei dipinti a diverse mostre. Negli ultimi anni ho intensificato il mio rapporto con la pittura. E' una forma d'arte che mi permette in questo momento di esprimermi al meglio delle mie possibilità".