Intervista a Disfunzione

Un viaggio nella provincia padovana con Walter Zanon cantante della band

Emozionare le persone tramite la propria musica è uno dei regali più belli che la vita può farti. Sono le parole che si leggono sullo Space dei Disfunzione, gruppo padovano che sta per pubblicare il su secondo album con la Jestrai Records. Abbiamo chiesto a Walter Zanon, cantante e chitarra acustica, di parlarci della band e dei progetti futuri.

Partiamo dagli inizi, come sono nati i Disfunzione?
"Io, Luca, Andrea e William ci conosciamo dalle medie. Alle superiori, come tanti abbiamo messo su una cover band di matrice post grunge. Poi verso il 2001-2002 abbiamo cominciato a scrivere pezzi nostri, abbandonando le atmosfere grunge per la new wave e lo shoegaze anni '80. Gruppi come Smiths e Joy Division che ascoltavamo inconsciamente da piccoli"

Tra le vostre influenze musicali figurano grandi band, Beatles, U2 e Cure ad esempio, ma i nomi che colpiscono di più sono Interpol e The Strokes.
"Sono gruppi giovani che sono riusciti ad affermarsi a livello internazionale. Gli Strokes hanno portato una nuova attitudine verso il rock, entrambi hanno ripreso elementi del passato in modo innovativo. Gli Interpol li sento molto vicini sia come suono che come attitudine"

State lavorando al nuovo album. Quali sono le differenze, se ce ne sono, con Il Ragazzo di Berlino?
"Il nuovo album sta prendendo la direzione verso un rock più scivoloso, un suono più diretto. Nel primo la musica era molto ricca di arrangiamenti, poco intenta al minimalismo. Gli argomenti delle canzoni erano principalmente i rapporti personali, nel nuovo rimane la sfera personale ed emotiva, ma emergono alcune componenti di polemica con il Veneto e con le scelte che sta prendendo"

Com'è essere un musicista in Italia?
"Il panorama sta cambiando anche in Italia, ma se nasci all'estero hai maggiori possibilità di successo. Le differenze di atteggiamento le vedi anche passando dalla città alla provincia, in città ci sono più stimoli e scambi, mentre la provincia vive la musica in modo più intimo. La gente magari viene ai tuoi concerti però il giorno dopo continua a considerarti un nullafacente"

Cosa si potrebbe fare per risollevare la situazione?
"Il vero problema è che non essendoci una vera attitudine all'ascolto non ci sono investimenti da parte delle istituzioni. Ad esempio i soldi che vengono versati alla SIAE non vengono reinvestiti adeguatamente, come invece succede in Olanda o in Belgio che partono da situazioni simili alla nostra. Da noi le nuove promesse hanno 30-40anni, vedi Baustelle, Verdena, Afterhours. Mentre in Gran Bretagna ci sono gruppi di successo come gli Artic Monkeys che hanno 20 anni, bisognerebbe dare più spazio ai giovani"

Come sono i Disfunzione quando salgono sul palco?
"Siamo molto più rock rispetto al disco. Il concerto è la parte che preferiamo. Purtroppo nel Ragazzo di Berlino non siamo riusciti a ricreare l'atmosfera del live, risultiamo molto pop"

Quali sono i vostri ascolti musicali più recenti?
"Siamo abbastanza onnivori. Io di recente ho riscoperto i Jesus and Mary Chain e My Bloody Valentine, dei grandi classici, ma sto ascoltando molto anche i Mistery Jets un gruppo pop rock inglese molto giovane, sono un po' Disfunzionali"

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