Intervista a Daniele Oldani

Il giornalista ci racconta il libro "La vita, distrazioni per l’uso" e il segreto della sua ironia

1Battute ciniche, a tratti noir, allusioni e cattiverie in duecento aforismi sulla vita, sulla morte e sull'amore. Essere buoni è difficile: meglio, forse, scegliere l'ironia. Ne parliamo con Daniele Oldani, autore di La vita, distrazioni per l’uso (Alberto Perdisa Editore, Euro 9,00).

Qual è la genesi di questo libro? È stato complesso scriverlo? Quanto tempo ti ha richiesto?

"La versione originale di questo libro, che risale a una quindicina d’anni fa, è nata in pochissimi giorni, forse una settimana, dopo una mia relazione andata in crisi. Mi sono preso qualche giorno di libertà, sono andato a Vienna da un amico e per non pensare alle mie pene d’amore ho cominciato a scrivere, annotando pensieri su pensieri. La prima raccolta conteneva 450 aforismi e si intitolava Cogiti interrotti. Poi, diverse scremature, nuovi inserimenti e una nuova stesura in accordo con l’editore mi ha portato a questo risultato. Uno degli aforismi che più rendono quel periodo è il numero 75, che si intitola proprio Amore. Scrivo: Quando non ci sei ti penso, quando ci sei ti immagino. Illumina la situazione che stavo vivendo."

La ricerca dell'ironia in ogni situazione è la soluzione contro i nostri mali?
"Sono per natura una persona allegra e ottimista. Amo chi non si prende troppo sul serio, chi si lascia sorprendere dagli imprevisti, chi ha sempre un sorriso a portata di mano. E poi, non dimentico mai una grande verità: l’essere umano è l’unico, al mondo, che conosce la risata. La iena ridens, di fatto, fa solo versi. Sorridere, lo dicono anche i medici, fa bene. Questo libro invita a farlo."

La scrittura ti aiuta a stare meglio?
"Terapeutica per me più che altro è la lettura. Adoro libri, naturalmente, ma anche giornali, siti, blog e periodici. Credo, a parte Mani di fata e Rakam, di aver letto tutto. La scrittura è altro. Svolgendo l’attività di giornalista scrivo tanto per lavoro. Redigere aforismi o pensieri brevi più che altro mi diverte: è un esercizio che da quando è uscito il libro faccio ogni giorno, raccogliendo i pensieri sulla pagina di Facebook La vita, distrazioni per l’uso, che ovviamente vi invito a visitare."

Tu ridi di quello che scrivi? Che effetto ti susciti?
"Lo confesso: sì. Io rido molto di quello che scrivo e seleziono i pensieri, buttandone tanti, quelli che non mi convincono, nel cestino. Il libro contiene una sintesi dei miei approcci: ci sono i doppi sensi, i calembour, i nonsense, gli scambi di vocale, le freddure e le massime. Mi riconosco in ognuna. Ammetto che non sono tutte immediatamente comprensibili, ma c’è nel mio dna una tendenza chiara al pensiero elaborato, che prevede anche un po’ di ragionamento. La sintesi è nel pensiero 112, intitolato Soffia. Scrivo: Anche domani devo respirare tutto il giorno. E io che pensavo di avere tempo libero. Qui c’è anche un po’ di filosofia, no?"

Le nuove tecnologie stimolano la scrittura? Oppure la sopprimono progressivamente?
"Questo libro è nato con una penna e un quaderno, ma è diventato grande con un computer e si sta facendo conoscere anche grazie a un social network. Non c’è contrasto secondo me tra tecnologia e scrittura, l’essenza creativa è la stessa e prevede impegno, costanza e passione sia con un bloc notes sia con un pc. Diverso è pensare a come sarà il mondo senza libri, senza carta. Anche se sono un ambientalista e quindi in un certo senso apprezzo l’idea, temo quel giorno, perché sfogliare una pagina di un libro o di un giornale è ancora qualcosa che possiede molta magia."

I tuoi progetti futuri?
"Far conoscere questo lavoro, perché sono convinto di aver messo in questo libro alcuni germogli creativi molto interessanti, che tanti potrebbero condividere a apprezzare. Nel famoso cassetto del futuro, invece ho due romanzi insoliti, uno già pronto da qualche anno e l’altro in costante revisione. Vedremo gli sviluppi. Intanto continuo a raccontare in sintesi quello che vedo. E sono contento che la cronaca mantenga attuali certe riflessioni, come ad esempio la 5, Programmi. Scrivo: Silvio, stasera resti a casa? No, escort."

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