Intervista a Daniela Diakova

L'intensità suadente della cultura rom attraverso un'ugola d'oro

Arrivo al Teatro della Cooperativa un po' in anticipo, non c'è ancora nessuno del pubblico, solo gli addetti ai lavori. Ho così il privilegio di ascoltare parte delle prove di Daniela, ed è subito folgorazione. La sua voce è bellissima, intensa e sicura nei passaggi, anche in quelli più arditi. E' un mezzosoprano. Mi dice che non si è ancora scaldata bene, non oso pensare cosa accadrà durante l'esibizione...

Verso le 21.30 di questo giovedì 11 maggio, il teatro è praticamente sold out, un pubblico adulto e attento, ma anche qualche ragazzo più giovane. Dopo una breve presentazione da parte di Claudio Agostoni di Daniela Diakova e del suo primo album omonimo prodotto dalla "Arpa 17" - coproduzione di Radio Popolare e Sensible Records - è già un tuono di sensazioni. Note suadenti si alternano a toni drammatici, il fluido emozionale è costante, si mantiene sempre ad un livello di guardia, non cala mai di tensione. Ma questo non va a scapito delle dinamiche, curate e articolate, anche se funzionali in ogni istante alla melodia, creata per catturarti e non lasciarti andare più.

Da dove nascono le tue canzoni?
"Le ha composte mio nonno, io poi le ho reinterpretate".
Daniela mi spiega di essere figlia d'arte, e non faccio fatica a crederlo, dal momento che la musica in Bulgaria e per tutta la realtà rom in genere è molto più che una forma di intrattenimento, si avvicina ad una ragione di vita.

I tuoi brani non centrano niente con i brass band e violini tzigani che siamo abituati ad associare ai rom. Il tuo è un lavoro più intimo...
"Sì, sono canzoni d'amore drammatiche, a volte persino tragiche. Parlano della mia città, Sliven, città bulgara alle pendici della Stara Planina, vicino al mare."

Cosa desideri che accada con l'uscita di questo tuo primo album?
"Mi piacerebbe che queste canzoni arrivassero al cuore della gente, lo catturassero."

Sarà sicuramente così... Ho saputo che già stasera dopo il concerto hai venduto 50 cd! 
Sorriso di sorpresa.
 
Sul palco è incantevole. Completamente vestita di rosso, accompagnata soltanto da un pianista, Hristo Naruliev, il contrasto tra la sicurezza della sua ugola da usignolo e la sua timidezza (non dice quasi niente al pubblico, racconta solo per un attimo di suo nonno che ha scritto queste canzoni) non stride. Daniela si esprime esclusivamente con il suo canto, in quelle note meravigliose tutta la sua vita.
Che le auguriamo sia altrettanto meravigliosa.

Il prossimo concerto di Daniela Diakova da queste parti sarà a luglio a Ramengo al "Festival di Odissea".