Intervista a Corrado D'Elia

Allestimenti che si incrociano, provocazioni, stili drammaturgici per la nuova stagione del Libero

Corrado D'Elia, all'inaugurazione della stagione teatrale, racconta da regista e direttore artistico le presenze e le contraddizioni di un teatro-casa d'artisti per presentare la nuova stagione.

Perché venire al teatro Libero quest'anno?
"La stagione è viva ed è fatta di artisti che parlano al nostro pubblico del nostro tempo, nel nostro tempo".

Cosa vuol dire essere direttore artistico di un teatro Libero, con pochi posti e così sperimentale? Non è quasi una contraddizione?
"La libertà sta nel limite; le cose piccole sono punti partenza o di arrivo. La formica che spinge la ruota dentata, simbolo della stagione 2006/2007, è un piccolo essere che può  spostare un grande ingranaggio. Il teatro Libero è simbolo di vivacità e dinamismo in un contesto socio-politico a volte immobile".

Come vede il pubblico di oggi il teatro a Milano?
"Ci sono tanti pubblici, non uno solo ed il nostro cartellone traccia nella stagione di quest'anno dei percorsi e fornisce consigli per tutti i nostri pubblici. Il nostro obiettivo, in fondo, è fare in modo che questi pubblici si intersechino, si mescolino e che la curiosità spinga chi ama i classici a vedere i comici o il teatro sperimentale".

"Un'impresa da Giganti"…ma allora tu ti senti più Polifemo, nel senso della grandezza che rappresenti per questo teatro, oppure la formichina che spinge la ruota?
No, Polifemo no! E poi è finito male. Io mi sento una formica come tutte le altre che fa un lavoro operoso e contribuisce a rendere armonico questo concerto artistico di base. Nel  programma di quest'anno ci sono tanti buoni accordi dati dall'esperienza e dalle tante idee".

Il teatro Libero fa parte del circuito teatri possibili: come si traduce la possibilità in sostenibilità?
"Possibilità è utopia, sostenibilità deve essere una certezza. Teatri possibili è una forza utopistica, che a volte diventa anche anarchica e non pensa alla sostenibilità del teatro: noi del Libero siamo tutti artisti e organizzatore, perché secondo me la creatività deve investire in organizzazione per portare le idee sul palcoscenico".