Intervista a Corona, Olga de Souza

Intervista a Corona

La regina nera della dance ci racconta il suo nuovo album e le storiche hit

Se penso, io oggi trentenne, alle mie prime volte in discoteca, nelle mie orecchie riecheggia il suo ritmo. Quel suo rhythm of the night, che ancora adesso, dopo quindici anni, canticchiamo tutti. Quel rhythm è parte of my life. Sarà anche per questo che, con vibrante emozione, ho incontrato la cenerentola nera Olga de Souza, alias Corona. Classe 1961, nata a Rio de Janeiro, è una donna dal sorriso dolce e sincero. Vestito fuxia, unghie laccate color glicine e cascata di treccine, parliamo del suo nuovo album Y Generation (Edel), ormai in cima ai download della sezione disco music di iTunes, accomodate nel backstage della discoteca Hollywood di Bardolino.

Olga, perché hai intitolato così il tuo disco?
"Viaggiando ho osservato il mondo dei giovani e ho realizzato che questa è una generazione why: la generazione dei perché. I ragazzi hanno voglia di scoprire e capire ciò che li circonda. Ad esempio ascoltano la musica con attenzione; si interessano alla vita politica; e soprattutto sono molto sensibili alle tematiche legate all'ambiente".

Il tuo nuovo singolo, Angel, all'interno dell'album, è pubblicato in tre versioni. Come mai?
"Perché ancora non ho trovato il remix giusto! Ma credo che ne studieremo degli altri. Pensa che I don't wanna be a star (singolo del 1995, nrd) l'ho registrata in ventisei versioni. Il brano che preferisco del mio nuovo album è comunque Welcome. Spero sia questo il prossimo singolo".

E la canzone Black Cinderella, parla di te?
"Sì, mi sento una cenerentola nera. Io sono nata e cresciuta in un ghetto di Rio ed è così che mi hanno affettuosamente ribattezzata gli abitanti del mio quartiere".

Qual è stato il tuo primo lavoro?
"Prima di fare musica, lavoravo in banca. Una sera mi sono trovata a cena con Pelè e Julio Iglesias, sono stati loro a convincermi di provare questa strada in Italia".

Dove sei stata in questi anni? Era da un po' che non si sentiva parlare di te...
"Qui in Italia sì. Dopo le hit The rhythm of the night, Baby baby, Try me out e I don't wanna be a star, ho pubblicato all'estero altri singoli e altri dischi, come And me u. Ho dato sfogo alla mia carriera girando il mondo. Dal mio debutto, mi sono fermata solo nel '99. In questi anni mi sono anche data alla bossa nova e attualmente collaboro e sono in tour in Francia con Pedro Castaño (l'inventore della Macarena, ndr)". 

Un tuffo nel passato: si dice che quella di The rhythm sia la voce di Jenny Be. Leggenda metropolitana o verità?
"Se vuoi provare a essere un mito, a volte è meglio lasciare un po' di mistero sui tuoi trascorsi. E voglio che questo resti tale". Sorride.

Già. Sei stata la regina degli anni Novanta. E tu quali artisti ricordi di quel periodo. E ora chi segui?
"I La Bouche (Be My Lover, Sweet Dreams), i Cappella, Ice MC, i Double You o I Datura. Tra quelli di oggi Enrique Iglesias, Jennifer Lopez e The Black Eyed Peas. Adoro I gotta feeling: è un crescendo di energia che ti fa inevitabilmente venir voglia di ballare. Non mi piace Lady Gaga, non apprezzo le provocazioni estreme".

Cosa è cambiato dagli anni Novanta ad oggi?
"Che la musica, e fare musica, era più spensierato. Adesso c'è troppo marketing. E poi, purtroppo, è peggiorato il connubio musica disco – uso di droghe, alle quali ci si approccia con una disinvoltura davvero preoccupante".

Verrai a trovarci a Milano?
"Per il momento non ci sono date in calendario. Mi piacerebbe molto tornarci per scoprirla meglio. Praticamente ne conosco solo gli alberghi, gli aeroporti e Cologno Monzese!".

Progetti per il futuro?
"Sto studiando chitarra. Vorrei incidere un disco di musica leggera. Qualcosa di rilassante, prendendo ispirazione dalla natura. Sto pensando inoltre ad una cover di Upside down di Diana Ross".

Un sogno nel cassetto?
"Spero di collaborare con Bob Sinclar e Pitbull (feature di Jennifer Lopez nel brano On the floor, ndr)".

Olga è una persona deliziosa. Parlerei con lei per ore. Ma in sala il pubblico l'attende. Ci salutiamo con un abbraccio. Un ultimo ritocco al rossetto, cambio di scarpe e dopo qualche minuto lo show ha inizio.