Intervista a ConiglioViola

Grande successo per la sua mostra al PAC. Sentiamo cos'ha da dirci il suo artefice, Brice Coniglio

Nel primo weekend di apertura ha fatto 6mila visitatori. La mostra Sono un pirata / Sono un signore al PAC ha conquistato i milanesi. Il suo artefice, Brice Coniglio, in arte ConiglioViola, ha conquistato la stampa durante la presentazione della sua prima antologica. Classe '77, torinese, Brice Coniglio si distingue per la grande capacità di maneggiare il digitale, che usa massicciamente per confezionare video, fotografie, installazioni in cui i riferimenti al teatro, alla musica, al cinema, alla favola abbondano. Arte contemporanea che sa dare al pubblico un piacere estetico immediato e concede una riflessione a chi non si accontenta della superficie.

Togliamoci la prurigine: sul serio ti chiami Brice Coniglio?
"È il mio cognome. Da piccolo mi prendevano tutti in giro, ma crescendo l'ho fatto diventare il mio animale guida. Il coniglio è magico e inquietante, come tutti gli animali, a metà tra umano e trascendente."

La giocosità è un elemento molto forte nelle tue opere. Ma davvero è tutto un gioco?
"No, c'è una vena malinconica e se scavi c'è dell'altro. Prendi Nous deux: è un'autobiografia immaginaria. Ci sono questi due bambini in prigione che riescono a fuggire sulle ali di un coniglio viola: la galera è la vita ed è grazie all'arte che riesci a scappare. L'arte ci dice di non accontentarci, ci dà una via di fuga che è la possibilità di mondi possibili, la possibilità dell'infinito contro la finitezza della vita quotidiana. Quello che non c'è conta molto più di quello che c'è. Forse è questo il pensiero che c'è dietro a tutti i miei lavori". 

In che momento arriva questa mostra?
"Arriva dopo tre mesi che non dormo e dopo un anno di silenzio assoluto, l'ultima opera di ConiglioViola è infatti Fine primo tempo
che avevo presentato alla Rotonda della Besana nella collettiva La giostra dell'Apocalisse. Ironia della sorte, per me si è trattato davvero della fine di qualcosa. Il duo artistico di ConiglioViola si è sciolto dopo di allora e sono rimasto solo io. ConiglioViola non è più un collettivo, ma vorrei che diventasse un marchio. Così sarebbe più facile lavorare con altri artisti, senza che nessuno si senta vincolato".

La musica pop italiana torna spesso nei tuoi lavori. Perchè?
"Trovo interessante tutta la cultura popolare. Io non ho una formazione artistica alle
spalle, sulla storia dell'arte faccio certe figuracce... Posso dire il contrario per la musica pop, da piccolo seguivo sempre Sanremo. Credo che il pop riesca a unire cultura elitaria e cultura di massa: questo continua a piacermi. Ci sarà si presta benissimo a una lettura escatologica, non si fa fatica a credere che parli della vita oltre la morte, anche se è stata scritta per parlare d'amore".

Appena il visitatore entra al PAC, si trova davanti a Fine primo tempo: è la morte a dargli il benvenuto... 
"Nella prima sala la morte occupa tutto lo spazio. Oltre a Fine primo tempo con Ci sarà, qui si trova anche il Coniglio Vitruviano che, riprendendo l'uomo di Vitruvio di Leonardo, vuole essere un reperto archeologico, una rovina, il segno tangibile cioè di qualcosa che è sopravvissuto alla morte. Sto lavorando a un progetto teatrale che andrà in scena a novembre a Torino. Si chiamerà Concerto senza titolo e avrà la collaborazione di Antonella Ruggiero con cui ho riarrangiato una decina di canzoni buone sulla morte. Di questo argomento mi affascina il suo essere un tabù sociale, proprio questo è uno dei temi prediletti dall'arte".

Tu rifiuti la definizione di artista. Perchè?
"Intanto, non avevo progettato di fare l'artista, lo sono diventato per gioco. Ma quando chiedo di non chiamarmi così, non è perchè abbia qualcosa contro questa professione, ma perchè non voglio che diventi una professione! Mi spiego: se fare arte è ciò che ti dà da mangiare, allora sei costretto a fare l'artista e questa condizione - paradossalmente - ti impedisce di continuare a fare arte liberamente. Ergo non sei più un artista".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati