Intervista a Claudio Bisio

L'attore comico affianca Giuseppe Battiston nel film "Bar Sport", tratto dal romanzo di Stefano Benni

Negli Anni Settanta, l'Italia è al centro di profonde trasformazioni politiche e sociali. Ma ci sono dei luoghi in cui nulla cambia: è il caso del Bar Sport, gestito da Antonio, detto "Onassis", e dal suo amico Eros, "il Tennico". Quarant'anni dopo, quei personaggi, nati dalla penna di Stefano Benni, diventano i protagonisti di un film diretto da Massimo Martelli (Love Bugs) con Claudio Bisio (il Tennico) e Giuseppe Battiston (Onassis). Una pellicola pop, dalla comicità ormai ingenua, mai volgare. Ne parliamo con il regista, i due attori e il produttore Giannandrea Pecorelli.

Cosa ne pensate del libro di Benni?
Martelli: "È un cult degli anni '70, innovativo nella scrittura e famoso per la sua poetica. Ho condiviso con un pazzo, Giannandrea Pecorelli, il sogno di vedere questo testo sul grande schermo. Portare al cinema un libro è sempre un tradimento, ma questa volta abbiamo voluto tradire il meno possibile, in modo che anche chi non ha letto il libro possa godere delle diverse storie che si raccontano".

Perché avete deciso di realizzare il film proprio ora? Nostalgia del passato?
Pecorelli: "Il sogno di vedere sullo schermo i personaggi e le situazioni creati da Benni è nato quando ero ancora ragazzino. Bar Sport ha avuto un ruolo importante durante la mia giovinezza, perché mi sono riconosciuto nella storia".
Bisio: "Non è un film nostalgico, anche se un certo rammarico per quel tipo di vita c'è. Si tratta semplicemente di un gruppo di amici che si ritrova al bar, un luogo dove accade di tutto e ci si racconta di tutto".

Bisio, come ti sei trovato con il resto del cast?
"Benissimo, si è creata subito un'ottima intesa. In realtà con alcuni colleghi avevo già lavorato in passato: Angela Finocchiaro, Teo Teocoli, Giuseppe Battiston e Antonio Cornacchione. E poi la storia si prestava molto alla formazione di un bel gruppo".
 
Avete un vostro "Bar Sport" personale?
Battiston: "Sì, ricordo che nel mio paese c'era il Bar Cita, punto di ritrovo di giovani e adulti".
Bisio: "Con quel nome, chissà com'era bella la barista! Io piuttosto ricordo una latteria in cui noi ragazzini ci trovavamo sempre".

Il film è una graziosa cartolina della provincia italiana negli anni '70, quando la vita scorreva lenta e piacevole. Al Bar Sport non si discute di politica, non si litiga per il calcio, non ci sono tradimenti. C'è solo una gran voglia di stare insieme. E proprio come una cartolina, anche la pellicola resta strettamente ancorata al passato e pian piano sbiadisce, senza possibilità di attualizzarsi. In sala dal 21 ottobre.