Intervista a Cisco

Stefano Bellotti, ex cantante dei Modena City Ramblers, pubblica il suo secondo disco "Il mulo"

Cisco, all'anagrafe Stefano Bellotti, è noto ai più per essere l'ex cantante dei Modena City Ramblers, ma la sua vita dopo la rottura con la band è andata avanti, evolvendosi in una musica più personale e soggetta a contaminazioni impensabili a detta dello stesso Cisco. Abbiamo parlato con lui in occasione dell'uscita, il 5 settembre, del suo nuovo album intitolato Il mulo (UPR/Edel).

Perché chiamare il tuo nuovo disco Il Mulo?
"Le persone con cui lavoro mi hanno identificano con il mulo. Sono testardo e cocciuto, e adesso riesco a considerarli dei pregi e non dei difetti. Nella Fattoria degli animali di Orwell, il mulo è l'unico animale concreto, quello che tra pavoni, oche e maiali riesce a tirare avanti la baracca. Questa canzone è il vero manifesto del disco, è un pezzo ironico su me stesso ma veritiero"

L'ironia è presente anche dalla foto di copertina…
"Mettere la foto di un mulo sarebbe stato troppo semplice, allora ho scelto la mia foto da pazzoide, con il cappello alla Napoleone e gli occhiali da saldatore. Gli occhiali servono per evitare gli abbagli, ne abbiamo già presi troppi"

Lo definiresti un album autobiografico?
"Nel disco ci sono molti spunti autobiografici e autoironici. Anche una canzone come Multumesc, dedicata al popolo rom, ha un risvolto personale. Quando canto aspetto la mia rivoluzione, parlo del fatto che non ci sono stati dei cambiamenti reali in Italia. Il vero problema è che si parla molto ma alla fine non succede nulla, tutto resta uguale o peggio"

Hai abbandonato il combat folk per una musica più intimista, i tuoi testi pensi abbiano perso qualcosa?
"Non credo, la rabbia c'è ancora è solo meno urlata, più intima. Il mio pensiero e la mia filosofia emergono dai testi ma non in modo sloganistico. Io resisto perché sono il mulo è l'unico slogan presente, cioè continuo a seguire la mia strada anche se gli altri mi stanno abbandonando"

C'è qualche differenza con il tuo primo disco solista, La lunga notte?
"Il nuovo disco è figlio di questi due anni, nel tour ho avuto modo di confrontarmi con musicisti diversi che mi hanno influenzato. Ho usato suoni che non avrei mai pensato di inserire prima in un mio album, ad esempio ho collaborato con Nico Gori clarinettista. Inoltre ho seguito un approccio diverso agli arrangiamenti"

In allegato al Cd c'è anche un Dvd. Ci racconti cosa contiene?
"Nel dvd sono presenti un live alla Casa della Pace e tre documentari che raccontano i viaggi che ho fatto con delle associazioni. Sono stato in Romania con l'IBO che si occupa dei bambini di strada, prevalentemente rom. Sono andato per fare un concerto e l'idea era di suonare con un gruppo rumeno rom, è stato veramente difficile trovarne uno tradizionale. In agosto, invece, ho viaggiato in Tanzania insieme al CEFA. L'ultimo documento racconta il mio viaggio sul treno Fossoli Auschwitz per il giorno della memoria. In tutto sono due ore di materiale e rappresentano un sunto di quest'anno"

Nel disco si sente una certa influenza della musica rumena, ma l'Africa?
"Mi aspettavo di trovare qualche musicista, ma nella zona in cui siamo stati non ce n'erano, un anziano signore sapeva suonare la chitarra e mi ha detto che non ne vedeva una da quarant'anni. In compenso c'erano molti bravi ballerini"

Cosa ci dobbiamo aspettare dai tuoi prossimi concerti?
"La scaletta sarà coinvolgente, avrà una parte centrale in cui saranno collocati dei pezzi da ascolto. Ci sarà anche La locomotiva di Guccini in una versione molto carica"

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