Intervista a Ciro Zecca

Un giovane regista alle prese con il mondo

Non lontano dalle lande milanesi sorge una "valle incantata", che di problemi ne ha molti, ma che ha anche dei pregi... la natura, la tranquillità dei suoi paesi, l'ingegno e la creatività di alcuni suoi abitanti che lasciano la loro terra per seguire i loro sogni. Così ha fatto Ciro Zecca, giovane regista sondriese con alle spalle già numerosi cortometraggi e che sta lavorando al film Cani Randagi, che si snoda tra la Valtellina e Roma. Ecco cosa ci ha raccontato...

Quando e come è nata la tua passione per il cinema?
"Ho iniziato ad amare veramente il cinema una notte dei miei quattordici anni quando, di nascosto dai miei, sono sceso in sala a vedere Arancia Meccanica, di cui tanto sentivo parlare. Quella è stata la scintilla che ha fatto esplodere in me la voglia di partire per la capitale per inseguire la settima arte. In realtà i miei sono da sempre grandi cinefili, ed è anche per questo che ho avuto il loro appoggio per la mia avventura, tanto che a quindici anni mi sono trasferito a Roma per continuare i miei studi al Cine-Tv Rossellini, dove mi sono diplomato a giugno con 100/100."

E quando hai dato vita ai tuoi primi lavori?
"Prima di trasferirmi a Roma, intorno ai quattordici-quindici anni, ho iniziato a produrre cortometraggi, video e documentari, tra cui L'aggressività è nella natura umana, che è stato il mio primo lavoro. Quando avevo sedici anni il Comune di Ponte in Valtellina mi ha affidato l'incarico di girare due cortometraggi a tema: Una luce nella notte e I fiori di Gaia. Nel 2005 ho realizzato il cortometraggio Quando ero piccolo, ambientato nel Canada Occidentale, che ha vinto il concorso Corti d'estate a Sondrio ed è stato finalista al Festival del Cinematografo di Roma, insieme al corto di Valerio Mastandrea. Nell'autunno 2005 sono stato scelto per accompagnare Walter Veltroni in Randa, per girare il documentario del viaggio. Nell'inverno del 2005 ho girato il cortometraggio Appuntamento con la morte: ACLM, con l'aiuto del gruppo di attori guidati da Gigliola Amonini."

Cosa stai facendo ora?
"Terminati gli studi ho spedito a Riccardo Tozzi, produttore cinematografico proprietario della Cattleya, due cortometraggi da me realizzati. Dopo averli visti mi ha proposto di lavorare per lui come assistente alla regia nel film Ho voglia di te, il seguito di Tre metri sopra il cielo, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, film le cui riprese sono in corso a Roma. Recentemente ho avuto poi la buonissima notizia dell'accettazione della mia domanda di ammissione a Fabrica, istituzione fondata in Veneto dal gruppo Benetton per la promozione delle arti. Ogni anno vengono selezionati in tutto il mondo alcuni giovani, che trovano lì l'appoggio necessario per sviluppare le proprie capacità e progetti. La situazione attuale è a mio parere favorevole perché, come si legge sui giornali, Fabrica intende favorire lo sviluppo di progetti che nascano all'interno del mondo cinematografico italiano contemporaneo. Nel mese di gennaio mi trasferirò a Treviso, per poi decidere se sia opportuno rimanere lì anche a lungo o tornare a Roma."

Parlaci del tuo ultimo progetto "Cani Randagi"...
"Durante il 2006 ho poi scritto, con i consigli di Teresa Ciabatti (sceneggiatrice di Tre metri sopra il cielo), il film Cani Randagi, da realizzare fra il 2006 ed il 2007, tra Roma e la Valtellina. A questo progetto, come attori, parteciperanno Marco Casu (protagonista di Mai più come prima, di Giacomo Campiotti) e Niccolò Senni (Siddharta nel film L'albero delle pere di Francesca Archibugi, protagonista di Domani sempre della Archibugi, tra gli attori di Mission Impossibile 3). C'è molto entusiasmo attorno a questo progetto, che viene di giorno in giorno perfezionato e concretizzato da un gruppo di giovani professionisti, che mi aiutano nella lavorazione. Il film ha già trovato una produzione, nel senso che i soldi per farlo ci sono già, ma desidero coinvolgere sponsor della mia terra per esportare i marchi valtellinesi assieme alla mia arte."

Hai incontrato delle difficoltà per tracciare una tua strada in questo difficile campo?
"Sì, di difficoltà ne ho incontrate molte, però, dal momento che amo questo lavoro e lo vedo come la mia vera aspirazione, via via le ho affrontate: adesso nell'ambiente del cinema romano contemporaneo ho molti amici che mi sostengono e credono nei miei progetti. Ritengo che la Valtellina abbia un potenziale molto ampio ed accolga persone veramente creative nel campo della cinematografia. Il film-festival di Morbegno è un importante appuntamento annuale, al quale io partecipo volentieri, che consente di incontrare cineasti di tutto il mondo. Quest'anno ho partecipato con due lavori: Quando ero piccolo e Le scarpe, le foglie e i sassi. Sempre nel 2006 ho prodotto il cortometraggio Nord Estremo che tratta del tema dei suicidi in Valtellina."