Intervista a Christopher Pisk

Concerto concettuale... architetture di suoni

Artista polivalente, ma in primis musicista, l'italo-australiano Christopher Pisk realizza quadri concettuali con cavi delle casse acustiche, esprimendo le infinite possibilità del suono. L'abbiamo incontrato durante l'allestimento della sua mostra a UTZ, Concert Concept.

Quando ha iniziato la sua attività artistica?
"Da piccolo ho iniziato a suonare la chitarra, passando poi al piano. Mio grande ispiratore è stato John Cage, che mi ha aiutato a sviluppare la creatività."

Ci parli del suo progetto.
"Si può considerare un progetto futurista, un'architettura musicale, un concerto architettonico. Secondo me ogni rumore può essere interpretato come un suono. La mia performance è come una casa in costruzione, coperta da un telone, dietro al quale si sentono i rumori ovattati. Quando il telo viene tolto resta il pianista. Il tutto ha lo scopo di fare apprezzare ciò che l'occhio non vede, dietro ai teloni c'è vita e ogni rumore è musica."

Cos'è "musica"?
"Sono suoni che ognuno sente e percepisce in maniera differente. La musica è tutt'intorno a noi e dobbiamo solo usare bene l'udito."

Come dà vita alle sue opere d'arte?
"Dipingo con le dita come se stessi suonando il pianoforte, come se scrivessi una partitura. Le note sulla carta diventano nodi in spazi cromatici e nasce il concerto concettuale."

Quale colore potrebbero avere le diverse note?
"Essendo tutto soggettivo, potrebbero avere qualsiasi colore. Basti pensare che con le stesse note si può suonare musica classica, jazz, rock... Così con i medesimi materiali prendono vita diversi stili."

Da che artisti visivi ha preso ispirazione?
"Dai minimalisti e dall'azionismo viennese. Quello che conta è il concetto, non è la semplicità dell'opera."