Intervista a Christo e Jeanne-Claude

Non solo arte d'impacchettare monumenti e spazi aperti

Una bellissima giornata di sole scalda Lugano e, nella sala stampa all'ultimo piano del Museo d'Arte Moderna, è molta l'attesa dei numerosi giornalisti accorsi per incontrare Christo e Jeanne-Claude, la cui mostra sarà ospitata dal 12 marzo al 18 giugno 2006. Eccoli arrivare, tranquilli e ridenti. Chiedono al pubblico se si prefersice che parlino in inglese o in francese. Pochi, me compresa, dicono in inglese, ma la maggioranza la spunta col francese, lingua che capisco abbastanza, seppure non del tutto. E così ecco alcune parti della conferenza, a mio avviso più significative.

Jeanne-Claude: "Buongiorno a tutti e grazie per essere qui. Vi diciamo subito che non risponderemo a domande sulla religione, sulla politica, su questioni vaghe e sull'arte di altri artisti."

Giornalista: "Perchè non volete parlare di altri artisti?"
Christo: "Perchè vogliamo parlare delle nostre opere... Siamo egoisti."

G.: "Che lingua parlate a casa a New York?"
J-C: "Principalmente il francese..."
C.: "Io il franglè!"

G.: "Quali sono le difficoltà che il pubblico incontra con le vostre creazioni?"
J-C.: "Capita che la gente che deve conviverci quotidianamente sia un po' disturbata, bisogna che le accetti e si abitui per un po'."

G.: "Venite stimati più tra il pubblico giovane o anziano?"
C.: "Che cos'è giovane o anziano? Noi siamo giovani. Non è una questione di età anagrafica, ma di tolleranza, di apertura mentale e di cuore. Io e Jean-Claude non ripetiamo mai la stessa opera e ogni giorno impariamo qualcosa di diverso."

G.: "Qual è l'opera a cui siete più affezionati?"
J-C.: "Non ne abbiamo una preferita. Ci sentiamo come due genitori nei confronti di tanti figli. Forse quella che prediligiamo è sempre la prossima che verrà fatta. Ogni opera viene realizzata da Christo, senza aiutanti. Una volta terminata è suggellata e non più ripetuta."

G.: "Perchè avete scelto l'aracione come colore per molte vostre opere?"
C.: "Abbiamo fatto diversi test, poi si è scelto il colore zafferano perchè è molto visibile e contrasta bene sia col verde dell'ambiente, sia col grigiore degli alberi spogli, come a Central Park. L'arancione è molto luminoso e al sole si trasforma in oro."
J-C.: "Vorrei dire che la scela dello zafferano non ha nulla a che fare col colore dei miei capelli."

G.: "Qual è il significato dell'impacchettare altre opere d'arte?"
C.: "Il significato sta nel dare un'altra visione dell'opera in questione."
J-C.: "Una volta un uomo mi chiese che differenza c'era tra una bicicletta impacchettata e un a donna impacchettata. Gli risposi... Messieur, se non conosce la differenza tra una bicicletta e una donna, lei ha dei problemi!"

G.: "Come scegliete i materiali?"
C.: "Sono tutti materiali industriali, tessuti di fibre artificiali, ricavati dall'industria petrolchimica, come il nylon."

Alzo la mano pure io e in francese dico... "Non parlo francese quindi farò la domanda in inglese. Una domanda personale se volete rispondere... Qual è la cosa che vi ha fatti innamorare?"
Risponde Jeanne-Claude: "Il fatto che Christo era un magnifico amante e lo è tutt'ora."Versione concordata? Ma Christo non mi ha risposto... forse saranno stati gli occhi azzurri di Jeanne-Claude!