Intervista a Christian Martin

Dagli Usa uno sguardo sulla club scene di San Francisco. In Italia: "Bravi i Crookers!"

Christian Martin ha una storia piuttosto recente nel campo del djing. Dopo aver vissuto in diverse città degli Stati Uniti e d'Europa si è stabilito a San Francisco dove ha mosso i primi passi alla console. E proprio dalla città del Golden Gate Christian ci racconta la club scene e altre curiosità.

Dopo New York, Londra e Los Angeles hai deciso di stabilirti a San Francisco. Qual è la particolarità della sua club scene?
"I clubber di San Francisco hanno una straordinaria conoscenza dei diversi stili di musica elettronica. Stupirli e soddisfarli diventa una sfida continua. Quello che distingue la città è il Golden Gate Park. Mi sono innamorato della musica ai party estivi quindi tenere i set dei Dirtybird nel rigoglioso verde del Golden Gate è un onore".

Come descriveresti le città in cui hai vissuto e suonato? Hai qualche consiglio sui locali da frequentare?
"Per due estati ho vissuto a Berlino. L'attitudine dei clubber è meravigliosa: sempre pronti a ballare e interessati ai nuovi sound. Il mio club preferito in città è il Watergate, bella musica sul fiume e sempre pieno di gente. A Los Angeles dal punto di vista del sound system l'Avalon batte tutti, ma preferisco le vibe del più piccolo King King club. Mentre a San Francisco ti direi il Mezzanine, dove sono resident con la Dirtybird crew, il pubblico di casa è sempre il migliore".

Sei mai stato in Italia?
"Non ancora, mi piacerebbe venire per fare un set".

Negli Stati Uniti a che livelli è conosciuta la produzione dance italiana?
"L'influenza italiana oggi è molto ampia sulla musica Usa. I Crookers ogni volta che arrivano monopolizzano tutto. Mi piace anche Luca Bachetti, il suo modo di fare techno è proiettato al futuro. Ho conosciuto Riva starr che ora sta avendo un buon successo, a fine mese suoneremo insieme al Blue Collar Artists showcase a Miami dirante la Winter Music Conference (il più grande punto d'incontro mondiale dell'industria della musica dance elettronica, ndr)".

Parliamo un po' della tua carriera. Come hai cominciato a fare il dj?
"Ho iniziato nel 2002, usando i vecchi vinili di mio fratello per imparare a mixare. San Francisco è una città molto competitiva, dappertutto ci sono dj che cercano di sfondare. Quindi ho preso in mano la situazione e ho comprato un bel soundsystem e nel 2003 ho iniziato a suonare al Sunday BBQs al Golden Gate Park con Justin, il suo amico Worthy e Claude VonStroke. Da lì abbiamo cominciato ad conquistarci un seguito e abbiamo ottenuto una residenza mensile".

Che tipo di musica preferisci mixare durante un tuo set?
"Attraversare diversi generi mantiene il pubblico fresco e ricettivo. Dalla tech house alla techno pura fino al Miami bass e ritorno. Mi piace mixare linee di basso corpose con le percussioni techno, miscelare il più possibile i brani prima di passare al successivo. Il basso è il denominatore comune: più è meglio".

Vinile, cd o mp3? Qual è il tuo supporto prediletto?
"Uso solo cd. Evito gli mp3 perchè sentire il suono compresso su un grande impianto è parecchio irritante".

Secondo te il web ha cambiato il modo di fruire e distribuire la musica?
"Definitely. Arrivare agli artisti e ai dj è più accessibile che mai. Attraverso Twitter e Facebook posso far avere un nuova traccia nelle mani dei dj che contano nel tempo in cui scriverei un sms. Posso creare attesa su dei brani non ancora pubblicati postando un video su Youtube. Ad esempio settimana scorsa ho postato un video di una nuova traccia dei Martin Brothers. Ieri uno dei dj più quotati del Regno Unito mi ha contattato dicendomi che dopo aver visto la clip voleva assolutamente il nostro lavoro".

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www.myspace.com/christianmartinmusic