Intervista a Checco Zalone

"Che bella giornata!" è il nuovo film del comico pugliese. Gag e risate in un'affascinante Milano

Com'è bella Milano vista con gli occhi di un terrone! Nel nuovo film di Luca Medici, alias Checco Zalone, si ride di gusto, ma si gode anche di panorami e scorci di una città che i milanesi stessi attaccano talvolta senza troppa indulgenza. L'avventura comica di Che bella giornata è quella del terrone ignorante e ingenuo Checco Zalone, stavolta nei panni di un maldestro addetto alla sicurezza col compito di proteggere la Madonnina del Duomo di Milano da pericolosi attentati. Ma due terroristi islamici decidono di piazzare una bomba proprio lassù e si servono di Checco come cavallo di Troia: ad avvicinarlo e irretirlo ci pensa la bella Farah (l'attrice francese Nabiha Akkari). Terrorismo e Islam non sono certo due temi da commedia all'italiana, ma il film non inciampa e lo spettatore ride e sorride senza sensi di colpa. Il regista Gennaro Nunziante, Luca Medici/Checco Zalone e il produttore Pietro Valsecchi ci raccontano il lavoro dietro a Che bella giornata.

Islam e Terrorismo non sono argomenti facili: come siete riusciti ad affrontarli senza cadere nelle trappole della retorica?
Nunziante: "Io e Luca ci siamo chiesti: cosa accade se una terrorista incontra un meridionale? Abbiamo sviluppato la trama come se fosse una barzelletta, con uno sguardo sul tema simile a quello ingenuo di Cado dalle nubi (il precedente film di Zalone e Nunziante, ndr). Secondo me, nella vita si ha una sola buona idea e non si fa che ripeterla e metterla in pratica, fino alla fine. A cambiare sono gli stili e i modi. L'idea mia e di Luca è il meridionalismo, è questo il nostro vero tema".
Medici / Zalone: "Abbiamo iniziato a pensare al film sull'onda dell'entusiasmo di Cado dalle nubi: i produttori ci chiamavano (dopo non averci cagati di striscio per un po'…) per dirci degli incassi record. Così ci siamo messi a lavorare. La parte che mi piace di più è proprio la lavorazione: le cene col produttore… pagate dal produttore… il casting e tutto il resto. Il momento più brutto è stare qua a presentare il film e dover vedere le facce dei giornalisti col dubbio: sarà piaciuto, non sarà piaciuto... Ecco, fare un film per me sarebbe ancora più bello se non dovesse andare in sala!".

Qual è il segreto della leggerezza, in senso positivo, di Che bella giornata?
Zalone: "Il montaggio. Se non c'era Avid (uno speciale software, ndr) stavamo nella merda! Abbiamo eliminato ogni moralismo e ogni eccesso comico solo in quella fase".
Valsecchi: "Il montaggio è stata una fase di lunga gestazione. Loro due, regista e attore, lavorano così: girano e buttano, girano e buttano".

Il salto dalla tv al cinema non riesce a tutti i comici. Che bella giornata conferma che per Checco Zalone sia andata bene...
Nunziante: "L'importante è capire che tv e cinema hanno regole diverse. Non abbiamo un piano di attacco, sentiamo solo la necessità di far ridere dall'inizio alla fine del film. Non siamo amanti delle commedie che ti strappano una risata qua e là, ci piace tenere alto il nerbo comico nell'arco della pellicola. E poi credo che i personaggi secondari siano fondamentali: è triste vedere un film che ruota tutto intorno a un comico, mi sembra irrispettoso".

Parliamo un po' degli attori che si vedono nel film...
Zalone: "Luigi Luciano interpreta il migliore amico di Checco. È un comico che va forte in rete, s'è visto nei trailer di Mai dire Martedì, è molto bravo. Quasi più bravo di me. Poi c'è il grande Rocco Papaleo nella parte del padre di Checco. CapaRezza è venuto gratis, non conosceva nemmeno le canzoni che avrebbe dovuto cantare, le ha imparate lì per lì. La ragazza che canta insieme a lui Non amarmi è la mia fidanzata, ma secondo me l'hanno truccata male...".

Avete incontrato difficoltà nel girare tante scene a Milano?
Valsecchi: "Adoro Milano, fosse per me girerei sempre qui, ma è troppo costosa. Nel film ci sono scene meravigliose sul tetto del Duomo, dove non ha mai girato nessuno".
Nunziante: "Per salire e scendere, lo staff doveva seguire un percorso preciso. Un giorno però, dopo le sei di sera, un usciere ci ha indicato un'altra strada, che passava proprio sotto alla Madonnina e ci regalava una vista di Milano davvero mozzafiato. Allora ci siamo fermati e abbiamo girato in fretta proprio lì. Poi, con il mio ingegno tipicamente terrone, mi sono arrangiato con quello che c'era e ho fatto salire un operatore sul montacarichi che stavano usando alcuni operai".

Il personaggio di Checco vive in Brianza, ma in realtà dove si trovano le location che si vedono nel film?
Zalone: "Abbiamo girato a Cuggiono e in altri paesi della provincia Sud di Milano. Le zanzare che ci hanno dato la caccia a Castelletto di Cuggiono erano impressionanti! Le scene ambientate nel Museo del Duomo sono state in realtà realizzate alla Pinacoteca di Brera. Temevamo che il pubblico del posto se ne sarebbe accorto, ma da come è andata la proiezione stampa milanese mi sa che non sono in tanti a conoscere questi due musei…".