Intervista a Carlo della Santa

Il comico toscano sperimenta il cabaret in salotto. Divertimento puro da gustare sul divano di casa

Una poltrona o un divano. Una stanza e degli amici. Ed eccovi il teatro. Ma un teatro diverso, fatto nel salotto della propria casa. Carlo della Santa, comico toscano e mimo sonoro, porta a Milano un modo di fruire la performance artistica molto in voga a Londra, Parigi e New York. Ed è proprio il caso di dire...se la gente non va a teatro è il teatro che va dalla gente.

Carlo da dove nasce l'idea? È per caso un modo alternativo di superare la crisi?
"In un certo senso si. La vera musa è stata Venezia. Ero in un teatrino e stavo per iniziare lo spettacolo quando scopro che in sala c'erano solo quattro persone".

E cosa hai fatto?
"Sono andato in scena comunque. Il palco era una semplice pedana ma lì ho scoperto il piacere del contatto con il pubblico. Si è immediatamente stabilita una relazione intima. Speciale. Tornato a Milano mi sono detto: perchè non ricreare questa situazione magari andando a casa della gente? E così ho iniziato".

La formula del secret concert declinata in senso cabarettistico. Si conosce il luogo e l'orario ma non cosa accadrà. Quanto c'è di programmato nelle tue esibizioni?
"Di solito seguo una struttura. Parto da una breve e comica introduzione sulla storia del cabaret alla quale seguono aneddoti sul mondo dello spettacolo. E poi ho come punto fermo una partitura musicale. Per il resto vado a braccio".

Tu sei un comico eclettico. Passi dalla recitazione alla clownerie. Hai avuto esperienza in tv, in teatro e nel cinema scrivendo in più occasione i tuoi spettacoli. Ma ti definisci anche mimo sonoro...
"Si, mescolo l'arte mimica con la recitazione, seguendo le basi registrate con effetti sonori, voci e musiche. Una tecnica che necessita grande precisione".

Difficile anche per chi ti segue in regia...
"Entrare in un salotto significa avere il coraggio di affrontare veramente le persone. Bisogna essere in grado di capire i gusti e le esigenze di quel particolare gruppo e creare un dialogo. Per quanto riguarda la regia, i miei collaboratori conoscono perfettamente ogni mia espressione. Quindi sanno che anche se improvviso riusciranno a capire il momento per far partire il play".

Cosa deve fare chi vuole averti a casa?
"Prenotare. Sul mio sito eventiinmovimento ci sono tutte le informazioni. E poi ho anche una chicca per le occasioni speciali. Magari davvero intime".

Sei proprio un romantico. Intendi le poesie in salotto?
"Si. Per chi vuole fare un regalo originale, farsi perdonare o semplicemente ascoltare delle letture d'amore".

- Eccoti il teatro - . Dice Kostja del Gabbiano di Checov. - Uno spazio vuoto. Niente scenografia... - Si, perchè con il cabaret nei salotti non c'è nè trucco e nè inganno. Il rapporto è diretto e coraggioso. E soprattutto non ha bisogno di niente. Solo di tanta voglia di ridere. E con Carlo il divertimento è assicurato al cento per cento.