Intervista a Bud Spencer Blues Explosion

"La nostra musica è come un morso allo stomaco"

I Bud Spencer Blues Explosion sono una band che sta facendo parlare di sé. Il nome, scelto da un amico per scherzo nel 2007, è ora impresso sul cd omonimo, uscito su Yorpikus Sound. Adriano Viterbini (voce e chitarra) e Cesare Petulicchio (batteria) sono musicisti giovani e preparati, li abbiamo incontrati nel backstage del Filagosto festival prima dell'inizio del loro show. Mentre chiacchieriamo Adriano suona qualche accordo con la chitarra appoggiata sulle gambe, mentre Cesare gioca con lo slide. Visto che entrambi abitano a Roma cogliamo l'occasione di investigare la scena della città. E, ovviamente, di conoscere meglio i BSBE.


Ci raccontate la situazione musicale di Roma?
"La scena musicale è molto attiva ultimamente. Ci sono parecchi nuovi gruppi che propongono musica originale e sono aumentati, in modo direttamente proporzionale, i locali dove suonare".

Una situazione molto diversa rispetto a Milano, dove i locali chiudono e si dà, forse anche troppo spazio, alle cover band...
"Non tutte le band o i locali si possono permettere di rischiare, devono cercare un compromesso per vivere. Non sempre si riesce a rendere l'arte, la musica, un lavoro. Questo dipende soprattutto dalla cultura musicale dell'italiano medio, spesso basata solo sui reality dove si propongono solo cover. Anche i partecipanti meritevoli sfruttano al massimo il 5% delle loro capacità".

Torniamo a voi, come sono nati i BSBE?
"Tutto è cominciato perché avevamo voglia di sfogarci e divertirci con la musica. Abbiamo pianificato di suonare dal vivo quello che ci piaceva. Siamo entrambi reduci da collaborazioni e volevamo fare delle cose nostre senza dipendere da nessun altro".

Ascoltando le vostre canzoni si intuisce che vi ispirate al sound del rock anni '70. Quali sono i vostri punti di riferimento musicali?
Cesare: "Le nostre ispirazioni sono vaste, non si può parlare di un genere preciso. Abbiamo ascoltato tanti dischi e ci hanno influenzato tutti. I miei ascolti sono diversi da quelli di Adriano anche se hanno dei punti in comune".
Adriano: "Nel 2010 mi sono riproposto di assorbire l'attitudine dei Clash, la matematica dell'hard core, il cuore del blues e i contenuti lirici del rap".

Parliamo della composizione dei brani, come lavorate?
"Dipende. Le idee vengono dall'improvvisazione live oppure dalla saletta prove. Il testo è la parte che viviamo con maggiore diffilcoltà. Siamo consapevoli che non è il nostro punto di forza, ma comunque cerchiamo di dare un senso e una forma estetica che ci piace".

In tre anni siete riusciti ad avere un buon seguito e salire sul palco del Primo Maggio. A cosa credete sia dovuto il vostro successo?
"Direi l'onestà di fondo del progetto. Guardandoci traspare il fatto che possiamo suonare ovunque, dal Primo Maggio al sottoscala. Dal vivo siamo istintivi, improvvisamo, siamo imprevedibili. È un'attitudine che mancava da un po' di tempo".

Quali sono le prossime tappe nella vostra carriera?
"Fare un disco bellissimo che riesca a trasmettere l'energia dei live. Il primo disco è riflette il nostro background, da allora siamo cresciuti, cerchiamo un continuo miglioramento senza rinnegare l'entità Bud: energia viscerale e semplice, come un morso allo stomaco".

Come vi approcciate al web e ai social network?
"È un rapporto fondamentale. Utilizziamo tutti i social network ad esempio per comunicare le date, aggiornamenti... Il pubblico si informa principalmente online".

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