Intervista a Ben Harper

Si può cambiare il mondo con le proprie mani! Parola di un cantautore intimo ed elegante, in sintonia col mondo. Ben presenta il suo nuovo album "Lifeline"

Cantautore intimo ed elegante che non perde di vista il buon gusto, Ben Harper ha conquistato l'affetto del mondo della musica. A Milano per presentare il suo nuovo lavoro Lifeline, in uscita per EMI il 24 agosto 2007, e in attesa del suo tour nei teatri, ecco cosa ci ha raccontato, in una mattina d'estate. Un artista con cui è facile entare subito in sintonia, lontano dalle etichette di personaggio. Una persona che si cura delle altre persone.

Ben, perchè, a differenza degli altri artisti, per te il miglior momento per dar vita ad un disco nuovo è dopo una tournèe?
"In effetti dopo il tour tutti tendono a scappare e nascondersi, ma io ho sviluppato il mio personale ritmo che mi fa sentir più leggero dopo i concerti. Questo può succedere solo col tempo."

Hai realizzato il nuovo album Lifeline in analogico. E' forse un rifiuto nei confronti della tecnologia o un ritorno alle origini?
"Non è una presa di posizione contro la tecnologia. In digitale suona bene e quindi eccolo. L'analogico poi si adatta meglio a quello che volgio esprimere. E poi c'è anche un po' un ritorno ai primi dischi."

Lifeline esce a solo un anno e mezzo di distanza dall'ultimo Cd. Coma mai anche questa cosa insolita al giorno d'oggi?
"Io scrivo in continuazione e per me non è strano. Non prendetemi per uno eccessivamente nostalgico per il passato, ma un tempo era la norma che un artista uscisse con un album all'anno. A causa delle case discografiche oggi i tempi si dilatano e in più il mercato è saturo, quindi escono meno album. Bisogna trovare il giusto equilibrio."

Che linea hai seguito nella composizione delle liriche?
"Ho lasciato che tutto fluisse. E' difficile parlare dei propri testi senza autocitarsi e senza risultare "noisosi". Sicuramente nell'album si trova un senso di isolamento."

C'è un messaggio sociale?
"Nel primo pezzo Fight Outta You c'è una sorta di presa di posizione politica, ma non gridata. Vi sono due modi per dire le cose: uno come farebbero i Rage Against The Machine che le urlano e uno come faccio io, in maniera più discorsiva e intima."

Nei tuoi album più politici si trova una sorta di misticismo, inteso come attenzione alla parte più profonda dell'essere umano...
"Hai già detto tutto. E' bello sapere che le persone ti capiscono."

Perchè hai scelto Parigi per "partorire" il disco?
"Per il fatto che voi italiani avete vinto la coppa del mondo di calcio e quindi io dovevo consolare i francesi!"

Come hai scelto il titolo dell'album?
"E' stato il titolo ad avere alzato la mano e a dirmi "Eccomi qui!"."

Se dovessi paragonare la tua musica ad un piatto e ad un'opera d'arte, quale serebbe?
"Che domanda interessante! Difficile..." Ben ci pensa un bel po' e sorridente dice "Cannoli e L'ultima cena di Leonardo da Vinci". Un'ultima cena di cannoli, quindi! (ndr)