Intervista a Avion Travel

Peppe Servillo e compagni tornano con un nuovo album: "L'amico magico", omaggio a Nino Rota

La musica si consuma e si ascolta poco. C'è poco da capire, c'è poco da far polemica. Gli Avion Travel, reduci dal bellissimo spettacolo musicale l'Amico magico, ritornano a farci dondolare tra ascolti e vaporose visioni in un percorso che omaggia il grande Nino Rota. Il nuovo album di Peppe Servillo e Compagni, L'amico magico (Sugar, CD e DVD), è una scommessa vinta in partenza: i 13 brani del cd compongono una meravigliosa suite che rievoca il cinema musicato da Rota, prevalentemente quello di Federico Fellini. Nel quartier generale della Sugar Music abbiamo fatto quattro chiacchiere con Peppe Servillo, Mimì Ciaramella e Fausto Mesolella. 

Come è nata l'idea di questo progetto?
"C'è lo zampino di Caterina Caselli. In un batter baleno ci ha proposto di lavorare alle musiche di Nino Rota, mettendo in piedi uno spettacolo con l'orchestra diretta da Marcello Rota. Una bella scommessa. L'abbiamo accettata e ci sembra che il pubblico abbia colto lo sforzo".

In cosa consiste la magia di questo incontro, tra gli Avion Travel e un grande compositore dimenticato?
"Il punto di contatto è certamente la visione che incontra la musica. Noi abbiamo sempre sceneggiato le nostre composizioni musicali e perciò abbiamo evitato di farci influenzare dai film su cui ha lavorato Rota. Non volevamo raccontare su una colonna sonora, bensì su un tessuto musicale ragionato per immagini".

La vostra sperimentazione discografica è un laboratorio dalla geografia definita, che alla fine si allaccia a Caserta. Quanto avete contribuito a sprovincializzare la vostra città d'origine?
"Non sapremmo, a dire il vero. Caserta è un città che vive di riflesso su Napoli e a noi piace comunque confrontarci con il pubblico della nostra città. Mette i puntini sulle i della nostra appartenenza culturale e valorizza la nostra sensibilità musicale".

Perché la musica che ascoltiamo oggi si dimentica presto e non lascia segni e incisioni nei paesaggi culturali nostrani?
"Manca un rapporto leale tra modernità e radice. La musica è una grande occasione di aggregazione e non può avere la presunzione di trasmettere valori".

E Internet ha messo zizzania per davvero tra arte e industria discografica?
"Il web è uno strumento che deve essere usato con la giusta misura e non possiamo pensare che una canzone funzioni soltanto quando ha un taglio da mp3. Viviamo una retrocessione culturale perché in Italia manca un'educazione musicale nelle scuole. E non bisogna andare lontano per vedere il contrario".

A chi vuole fare questo mestiere?
"Mettere al primo posto la passione, indipendentemente dal fatto che diventi un'attività. Sarà il destino a deciderlo".

Progetti futuri.
"Stiamo lavorando ad un nuovo album. Siamo reduci da un cameo nel nuovo film sulla canzone napoletana che John Turturro ha girato a Napoli. È stata una bella esperienza perché Turturro è davvero una persona imprevedibile e fuori dagli schemi".

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