Intervista a Arturo Brachetti

Magie e misteri (svelati) sono all'ordine del giorno per l'artista dai mille volti e un solo animo, da Peter Pan

Ritorna L'uomo dai mille volti, one man show di Arturo Brachetti, artista trasformista dal solitario ciuffo ritto sulla testa. Arriva in conferenza stampa senza strascichi di aiutanti, produttori o codazzo di assistenti, quello che è stato definito da Fellini "l'ultimo clown" tiene banco spiegando tutto ciò che c'è di nuovo da raccontare sul suo conto. Primo: lo show si ripresenta tale e quale, nessun cambiamento, ma d'altronde squadra che vince non si cambia; secondo: a novembre uscirà la sua autobiografia e dvd del suo fortunato spettacolo. Terzo: si è deciso a rivelare la sua età.

Cosa puoi dirci del ritorno dell' Uomo dai mille volti?
"Lo spettacolo è sempre uguale, dopotutto Il Fantasma dell'Opera è lo stesso da 22 anni, e poi questo è lo show della mia pensione, dunque va bene così. In questi anni sono stato impegnato a portarlo in giro per il mondo e anche tra le prossime date italiane mi concederò una tappa a Seul, giusto dietro l'angolo, per poi andare in scena a Roma e Napoli."

Qual è il segreto del successo del tuo show?
"Non si tratta solo di cambiare 80 costumi in 100 minuti, o di magia. Le trasformazioni avvengono dentro ad un contesto drammaturgico e sono ancora l'unico a proporre una cosa del genere. La storia è quella di uno pseudo quarantenne che deve svuotare la sua vecchia soffitta di casa e si ritrova in mezzo a giochi, oggetti e ricordi della sua infanzia, in cui si butta a capofitto. Da una borsetta rossa esce la voce della madre del personaggio, che poi è quella di Sandra Mondaini, che alla fine permette alla morale del racconto di venir fuori. E cioè che per rimanere "vivi" fino a 80 anni bisogna avere un cuore di bambino. Mi è capitato di sentirmi dire da uno spettatore: "grazie per avermi ridato per due ore la mia infanzia".

E' un tema che ti tocca da vicino, ti sei dichiarato colpito dalla sindrome di Peter Pan...
"Io sono ancora bambino, infatti non so nemmeno quanti soldi ho, quello lo sa mio fratello, che pensa anche alle tasse che devo pagare. Insomma, non mi occupo di tutte quelle cose che fanno invecchiare e tengo giochi e scherzi in macchina, come una parrucca che ho sottratto dal camerino di Jean Paul Belmondo e che indosso per tendere tranelli alle mie amiche. In casa ho un bagno che sembra uscire da un quadro di Magritte, librerie girevoli come quelle dei film..."

Ti capita mai di arrivare in scena un po' scarico?
"Lo spettacolo ha avuto centinaia di repliche, ci possono essere delle giornate in cui la stanchezza si fa sentire, ma quando si accendono le luci, entro subito nello show. Comunque ho alcuni incentivi: penso che tra il pubblico c'è - ad esempio - la cameriera dell'albergo che ho invitato e che è lì per guardarmi, cerco di darmi una ragione per fare sempre del mio meglio. Comunque non c'è altro lavoro più bello di questo per sentirsi amato ogni giorno: gli applausi che ricevi alla fine ti fanno capire che la gente ti vuol bene."

Progetti futuri?
"Nel 2008 voglio portare lo show a Londra e poi vorrei arrivasse a Broadway, dove ho già un padrino d'eccezione: Woody Allen, che mi venne a vedere a Parigi nel 2005 e nei camerini si propose appunto mio padrino nel caso volessi andare a New York. E poi ho in serbo una sorpresa. Sto pensando a un "varietà Brachetti" di cui sarò ideatore e regista, ma non protagonista. "

Nella tua autobiografia hai deciso di svelare l'arcano sulla tua età...
"Ho compiuto da pochi giorni cinquant'anni. Mi sono stancato di nascondere l'età.

Questa è un'altra delle magie di Brachetti. Minimo gli si darebbe dieci anni di meno.
Quanti soldi spendono certe signore in creme antietà? Forse dovrebbero sperimentare un nuovo rimedio contro il tempo che passa: prendersi un pomeriggio libero e svuotare le vecchie soffitte stracolme di memorabilia dell'infanzia.

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