Intervista a Armocida

Carpe Diem: Musica balcanica sotto il segno della melodia

Classe 1981, Armocida è uno dei volti giovani della nuova discografia italiana. La sua personalità musicale è prevalentemente nomade, passando dalle sonorità della sua Napoli a quella di Belgrado, sua città adottiva. Carpe Diem è il suo nuovo album: 10 brani che alternano ballate a slanci etnici. 

Partenopeo di nascita e balcano di adozione. Quale filo lega queste due tradizioni musicali?
"La mia bisnonna era montenegrina poi trasferitasi a Napoli dopo la prima grande guerra. Tecnicamente parlando trovo siano due culture musicali molto simili che nascono dalle strade e di conseguenza dalle influenze etniche avute con il passare degli anni. Per entrambe le linee melodiche sono molto elaborate e le scale armoniche usate si differenziano solo per alcune sfumature, quasi come se fossero i dialetti di due paesi vicini! Forse proprio per questo la fusione tra i due stili è stata semplice ed istintiva".

Cosa ci racconti della permanenza a Belgrado e come hai trovato la città dal punto di vista di stimoli musicali?
"Bella, ricca di storia, ma ferita dall'ambizione dell'uomo, ricorda molto la mia Napoli, a partire dall'atmosfera che si respira per le strade. Ad ogni angolo si possono incontrare orchestre pronte a suonare ad un solo cenno. Poi ci sono le cafane, ovvero i caffè dove la gente comune si ferma a sorseggiare una grappa dopo il lavoro e si può ascoltare musica, rigorosamente popolare, ad ogni ora! Per non parlare dell'underground in continuo fermento e dei club ".

E' nata qualche opportunità?
"Durante la mia permanenza ho avuto la fortuna di collaborare con un gruppo rap, i Belgrade Ghetto, grazie ai quali ho potuto vivere a pieno il pensiero di chi prese parte in prima linea all'opposizione contro Milosevic".

Ascoltando "Carpe Diem", mi sembra che sia il tentativo persistente di ricercare una linea melodica per ogni brano…
"E' il mio modo di comporre. La maggior parte dei pezzi sono stati composti in modo talmente istintivo che, durante la stesura, la mia unica preoccupazione era quella di non lasciarmi sfuggire le melodie che mi giravano per la testa. Penso che comunque, il fatto di essere cresciuto ascoltando classici napoletani abbia fatto la sua parte in tutto ciò".

L'industria discografica sta cambiando velocemente. Cosa mi dici dell'autoproduzione e dei musicisti della My Space Generation?
"È un buon modo per conoscere e farsi conoscere ed il continuo aumento di questa new generation ne testimonia l'ottima riuscita! Anche io ne faccio parte e continuerò ad esserci spero il più a lungo possibile. Per quanto riguarda l'autoproduzione, credo che affiancata a questo tipo di realtà sia l'unica via d'uscita da un periodo di stallo e sovraffollamento. Il momento non lascia grandi speranze a chi spera, un giorno, di potersi guadagnare un posticino in qualche major".

X Factor è stato un programma televisivo di buon successo. La musica in tv può essere ancora la carta vincente per rallentare il decadimento della tv generalista?
"La tv è già crollata e dietro di essa chi la segue. A parte X Factor che non ho seguito per niente, la musica potrebbe riportare la nostra televisione a livelli meno imbarazzanti di quelli attuali. Basterebbe riempire i programmi di buoni artisti senza poi dar sfogo all'estro e alla creatività di ognuno di loro".

Progetti a breve…
"Dopo il tour promozionale estivo, a settembre ci sono due date importanti: il Blue Note di Milano ed  the Place di Roma. Ad ottobre parte il mio tour teatrale intitolato Che io possa morire se l’amore dovesse abbandonarmi dove si parlerà del mio mondo di come è nato Armocida e del perché di ogni canzone! Sarà un viaggio d'incontro tra Carpe Diem e alcuni classici della musica napoletana che ora non dico per mantenere un po' di souspance".

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www.myspace.com/armocida
www.armocida.it