Intervista a Antonio Sixty

parole, parole, parole sul teatro che da Shakespeare ritrova modernità

I palpiti del cuore che si ritrovano a teatro, tra il sipario che apre e una scena che può dare vita ad una tragedia, come quella di "Amleto", nel cartellone del teatro Litta di Milano fino al 13 novembre. A rileggere questo classico è Antonio Sixty, regista e attore che, sul filo della sperimentazione e dell'innovazione, continua a realizzare messe in scene, ricche di spunti.

Cosa spinge un regista teatrale a rileggere ancora oggi un opera shakespeariana?
"Quello di conoscere il mondo nei suoi misteri. Una conoscenza che passa attraverso l'uomo e il teatro".

Lei dirige e recita allo stesso tempo. Detto tra noi, si sente più regista o attore?
"A dire il vero, potà sembrarle strano, ma mi sento regista e spettatore".

Alcuni si lamentano che i prezzi dei biglietti siano troppo alti. Colpa dei gestori che non spingono i giovani ad andare a teatro?
"Forse sì, ma non è solo questo. E' anche il frutto della distrazione della nostra epoca, che si trasforma in confusione. Spesso si dice anche che non si pensa ai giovani, ma fa tutto parte dei sentimenti confusi e degli alibi del nostro tempo. In
ogni caso - come gestori -  noi, al Teatro Litta abbiamo pensato  ai giovani     mettendo il biglietto d'ingresso anche a 2 euro".

Una bella provocazione allora. E se fosse Internet il crocevia per riscoprire il teatro in questo nostro tempo confuso?
"Non c'è punto di incontro, se non quello di dare più spazio all'informazione che può riguardare i teatri, i loro programmi e gli spettacoli da andare a vedere. Il teatro è solo dal vivo, in quel preciso istante in cui uno spettatore si siede in sala e calano le luci. E' da quel momento reale e concreto che inizia il più affascinante, misterioso e potente viaggio virtuale che si possa immaginare, dove non c'è mouse, joystick o scenario digitale che tengano".

Qualche indiscrezione per Milanodabere sul prossimo lavoro...
"La prossima messa in scena è Villa Rosmer di Henrik Ibsen, in programma al Teatro Litta in gennaio. Un altro viaggio negli oscuri meandri dell'animo umano, fra i fantasmi dell'amore e del passato, illuminato dal desiderio di trasformare la propria esistenza in qualcosa di sublime".