Intervista a Antonella Cirigliano

Il nuovo teatro arriva a Brescia con Ikosfestival e la direttrice artistica ce lo racconta

Antonella Cirigliano è curatrice e protagonista, come regista e attrice, della Prima Edizione dell'Ikosfestival rassegna di eventi artistici di teatro contemporaneo, musica, performance e arti visive dal 5 a 12 maggio a Brescia.  La manifestazione coinvolgerà per otto giorni gli spettatori e l'intera città in un evento unico nel suo genere con un calendario ricco di appuntamenti di altissimo livello grazie alla presenza di nomi tra i più
prestigiosi del panorama teatrale contemporaneo nazionale e internazionale. La direttrice artistica ce lo racconta.

Antonella, Ikosfestival è un progetto nuovo di zecca, ci racconta come è nato?
"Ikosfestival nasce dall'incontro tra me, sempre alla ricerca di nuovi percorsi per esprimere i linguaggi teatrali, e Gianluca Renna  Presidente dell'Impresa Sociale Mondo-Palcogiovani, produttrice della manifestazione ed ente proiettato continuamente nella creazioni di occasioni di crescita sociale e culturale per i giovani e non solo."

Perché avete scelto Brescia come sede di debutto del Festival?

"Perché dopo un attento studio sulla fattibilità del progetto abbiamo capito che era la città giusta per ospitare questo tipo di manifestazione. Abbiamo trovato grande apertura e sensibilità, insomma un terreno fertile per accogliere le nostre performance innovative rispetto al teatro tradizionale."

Lei è sia artista che curatrice del Festival. Come si destreggia in questo doppio ruolo?
"Questo doppio ruolo è diventato ormai una caratteristica di molte istituzioni e per me non è la prima volta, visto che per lungo tempo ho collaborato con il gruppo Lisl'Associazione Xpò  in veste di direttore artistico per molte iniziative teatrali come il Festival per le arti ed il teatro I Giardini di Xpò. Mi trovo decisamente bene in questo ruolo e penso che di aver affinato un mio gusto personale che si manifesta in tutte
le mie scelte creative sia da attrice, sia da regista che da direttrice artistica."

Quali sono secondo lei le caratteristiche del nuovo teatro contemporaneo?
"Il teatro contemporaneo è un forma artistica che non guarda al passato e non cerca di scavare nella memoria, ma ha sempre lo sguardo proteso al domani, al futuro, a quello che avverrà. Le rappresentazioni teatrali del presente rispecchiano anche la difficoltà del fare arte e cultura oggi, della crisi che esiste a livello di produzione creativa. Inoltre c'è un linguaggio che non è più univoco, ma è contaminato da altre forme d'arte come la danza e l'arte figurativa."

Osservando il suo lavoro d'artista, nello spettacolo I Fiori del tè, oltre ad un omaggio alla cultura orientale, si nota anche che alcuni sensi, finora poco interpellati per la riuscita di una performance teatrale, come gusto e olfatto, acquistino un ruolo rilevante rispetto alla vista. Ce ne può parlare?
"I Fiori del Tè è uno spettacolo presentato nella preview dell'Ikosfestival e totalmente basato sulla stimolazione sensoriale, oltre a costituire un omaggio alla cultura orientale. In uno scenario di semioscurità, la vista lascia il posto agli altri sensi, che vengono amplificati, con l'obiettivo di lavorare sullo sguardo interiore. Attraverso un percorso sensoriale il pubblico diventa il vero attore e uscendo dalla vita frenetica di tutti i giorni si ritaglia uno spazio di pace e serenità per riflettere e guardare serenamente al domani."

Correlati:

www.ikosfestival.net