Intervista a Angelo Rinaldi

Come il "lavoro" diviene un gioco

Angelo Rinaldi è un artista versatile e creativo. Di lui spiccano la manualità dell'intervento creativo, una sapienza prodigiosa del mestiere che risulta geneticamente acquisito, non appreso, non "sofferto" e una sorta di deontologia alla rovescia, là dove il distacco aristocratico da quelle che potranno essere le sorti dell’opera scatta come un segnale preciso, come una dichiarazione di poetica, un marchio d’appartenenza. Secondo Rinaldi l'arte deve essere vissuta in termini di pratica ludica, magari edonistica, anche se il prezzo del gioco resterà sempre altissimo. L'artista non dovrà soffrire di complessi se chi osserva si accorge che è stato felice. Olimpiadi Invernali è la mostra che Haidea Gallery ospita, patrocinata dalla Fondazione Sartirana Arte. Ecco cosa ci racconta Angelo, presentandoci le sue opere, sorridendo e scherzando, tra il racconto di un viaggio in Siria e uno in Egitto.

Angelo, a cosa si devono le atmosfere rarefatte e l'ecletticità delle tue creazioni?
"Iniziai a parlare ababstanza tardi, a 3 anni. Mia madre mi diceva che scarabocchiavo ovunque. Anche ora, mentre parlo, sento l'esigenza di scrivere o disegnare per spiegare meglio una cosa. A 3 anni ebbi un trauma, venni sepolto vivo sotto le macerie di un crollo causato dai bombardamenti e credo che questo avvenimento abbia fatto scaturire le atmosfere che dipingo anche oggi."

Come nasce l'idea di una mostra sulle Olimpiadi Invernali?
"Mi è stata commissionata cinque anni fa. Non amo dipingere su commissione, odio i vincoli, forse propri oa causa del trauma subito. Ma ho accettato la sfida per gioco e così ho realizzato 450 disegni sugli sport invernali. Ironia della sorte vuoel che io non ne pratichi nemmeno uno, ma, pur andando alla cieca, ho saputo cogliere i punti forti di ogni disciplina, illustrandone le particolarità e divertendomi pure. Bisogna cercare di divertirsi anche facendo le cose che non piacciono molto, come mi insegnò mio padre."

Come sono state realizzate le opere?
"Le basi sono di acrilico e tempera. Sopra vi è il disegno a china e le ombreggiature ad acquerello. Come avrai notato non ho realizzato i volti, ma solo le silouette."

Oltre ai dipinti sulle Olimpiadi vedo altre creazioni...
"Vi sono le "Lettere", blocchi di bronzo incisi a segni e caratteri cuneiformi, che rappresentano delle lettere che ognuno può interpretare a propria discrezione. Una è una lettera a mio padre. E ancora "Lettere" di segatura d'oro racchiusa nel vetro, illuminato dalla luce interna. Ci sono dei riquadri in biscuit del 1989, nati in Siria, dove sembra che le forme di antichi resti emergano dalla sabbia. Altre sculture raffigurnati il mondo diviso a metà, i vetri incisi, vetri con storie come quella di Pinocchio e poi i gioielli. Alcuni gioielli sono scherzosi, raffigurando delle parti intime del corpo, altri sono modellati anatomicamente, martellati a mano."

Insomma, non resta che scegliere quale sia la parte artistica di Angelo che si avvicina più alla propria sensibilità... ovviamente si possono scegliere tutte!

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