Estate a Milano

Intervista a Alice Giavazzi

Lo sfogo dell'ideatrice dell'Elita Design Music Festival

Abbiamo incontrato Alice Giavazzi, dinamica trentenne, che pensa e organizza eventi da molti anni. Ha curato la programmazione musicale dei Magazzini Generali e della discoteca Tunnel e ha ideato Elita, uno degli appuntamenti fulcro della settimana del design. Le abbiamo chiesto cosa pensa dell'estate milanese. Ne è emersa una fotografia sbiadita: quella di una città sempre più spenta. Non solo durante la bella stagione.

L'estate milanese è all'altezza della programmazione notturna cittadina?
"Milano si risveglia in un particolare momento dell'anno. Succede ad aprile in occasione del Salone del Mobile, un vero e proprio Salone del Giovane. Fra eventi, concerti, appuntamenti culturali e artistici, i milanesi hanno l'imbarazzo della scelta e la città ha una programmazione degna delle grandi città europee. I giorni vengono vissuti con un'avidità quasi isterica, lasciando tutti appagati, nonostante le poche ore dedicate al sonno."

E dopo il Salone del Mobile?
"Una volta recuperate le energie, ci si abbandona a fantasticare sull'estate imminente. Dopo settimane di pioggia incessante, il sole torna a splendere su Milano. Ma la notte meneghina, l'appassionata amante che ci aveva fatto innamorare la scorsa primavera, si rivela stanca e apatica. Priva di entusiasmo, senza più nulla da dare e da dire. Ci sentiamo traditi. Com'è possibile che una passione così intensa possa trasformarsi in breve in una sciatta relazione basata solo su una reciproca sopportazione? Se fosse solo una questione di cuore, non saprei dove trovare la risposta. Il problema, invece, è un grosso guaio sociale e politico."

Qual è l'atteggiamento della città?
"Sono ormai due anni che Milano fa la guerra ai suoi giovani, chiudendo locali, bar e club (il Rolling Stone, il Rainbow, il Sottomarino Giallo, il Pergola, il Biko, solo per citarne alcuni, ndr). Invece di concedere spazi all'aperto e promuovere eventi culturali, musicali e artistici, la città è nelle mani di quelli che di giovane non hanno più niente. Né la curiosità, né il desiderio di confronto, né la voglia di socializzare o di conoscere. Si dimentica che un'offerta cittadina viva può richiamare studenti e creativi da tutto il mondo. E si sottovaluta il potere economico della cultura. Come una bella addormentata, Milano si sveglia solo in occasione delle settimane della moda e della design week. Per poi riaddormentarsi."

"Rimane l'amarezza di sapere che una potenziale grande storia d'amore, in realtà, si limita a qualche incontro occasionale..."
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