Intervista a Alex Britti & Edoardo Bennato

Sono loro i due Re di questa lunga "Notte di mezza estate": un chitarrista romano e un rocker partenopeo

Cosa ci fanno assieme un chitarrista romano e un rocker partenopeo? Un incontro artistico, un'amicizia, una canzone, la voglia di fare musica. Sono Alex Britti & Edoardo Bennato, protagonisti sul mega palco di Piazza Duomo per l'atteso concerto della Notte Bianca. 

Come nasce questo sodalizio artistico con Alex Britti?
Edoardo Bennato: "Lui dice di aver iniziato a suonare la chitarra con i miei pezzi. Poi una sera ad un concerto ci siamo ritrovati a suonare assieme e così ci è balenata per la testa l’idea di una possibile esibizione live da condividere. In un’altra occasione Alex è intervenuto ad uno dei miei concerti e poi, il pubblico non lo sa, ma noi ci conosciamo e ci frequentiamo da dieci anni".

Alex, confermi?
Alex Britti: "Ho iniziato da ragazzo per colpa sua. Ho preso la chitarra e ho cominciato a suonare le sue canzoni. A casa avevo tutti i suoi dischi. Col tempo questo desiderio nascosto è diventato realtà e siamo diventati subito amici. Adesso che siamo colleghi ci rendiamo conto che ciò non è sempre scontato. La musica lega ma a volte separa se non ci sono punti di contiguità".

Edoardo, cosa vi unisce?
Edoardo Bennato: "C’è complementarità tra di noi. Nel senso che certi confronti ci avvicinano. Io divento il suo consigliere, lui il mio confessore (ride)".

Come è nato il pezzo "Notte di mezza estate"?
Alex Britti: "Giocando, scherzando. Mi trovavo a casa di Edoardo, ho impugnato la chitarra e mi è venuto questo ritmo (lo accenna con la chitarra). Avevamo già da tempo la voglia di scrivere qualcosa assieme. Pian piano son venute fuori le note e le parole. E’ stato tutto spontaneo".

Cosa mi anticipi di questo concerto in piazza Duomo di domani?
Edoardo Bennato:"Le premesse da cui partiamo per questo concerto sono tre: il blues, la tensione ritmica, l’ironia. Pertanto, non risulterà strano se alcune canzoni di Alex sarò io ad eseguirle e viceversa. C’è questa complicità sul palco in cui le canzoni diventano nostre. Mi viene in mente una battuta di una commedia di Eduardo de Filippo, che tradotta in italiano dice: vieni, che i figli tuoi e i figli miei stanno picchiando i figli nostri. Esprime bene il concetto".

Cosa rappresenta per te una manifestazione come la Notte Bianca?
Alex Britti:"Un grande conquista sociale o almeno così dovrebbe essere. Spesso prevale l’aspetto commerciale. Una notte che non deve essere soltanto all’insegna dell’euforia ma del sano divertimento, della riflessione. La gente ha voglia di tornare a stare assieme, di scendere in piazza".