Intervista a Alex Britti

Un incontro musicale insolito per una "Notte di mezza estate"

Alex Britti è in compagnia della sua chitarra. Ha un jeans e una maglietta. Assieme al rocker partenopeo Edoardo Bennato ha formato la coppia musicale dell’estate che si esibirà in piazza Duomo il 24 giugno, in occasione della Notte Bianca.

Alex, lo immaginavi che un giorno avresti suonato assieme ad Edoardo Bennato?
"Ho iniziato da ragazzo per colpa sua. Ho preso la chitarra e ho cominciato a suonare le sue canzoni. A casa avevo tutti i suoi dischi. Col tempo questo desiderio nascosto è diventato realtà e siamo diventati subito amici. Adesso che siamo colleghi ci rendiamo conto che ciò non è sempre scontato. La musica lega ma a volte separa se non ci sono punti di contiguità".

Che cosa è la musica per Alex Britti?
"E’ un contenitore di emozioni. E’ davvero pazzesco come tutto poi si condensi in un testo o in un insieme di note".

Come è nato il pezzo "Notte di mezza estate"?
"Giocando, scherzando. Mi trovavo a casa di Edoardo, ho impugnato la chitarra e mi è venuto questo ritmo (lo accenna con la chitarra). Avevamo già da tempo la voglia di scrivere qualcosa assieme. Pian piano son venute fuori le note e le parole. E’ stato tutto spontaneo".

Nella scaletta del concerto del 24 giugno ci sarà anche “Oggi sono io”. Mina ha inciso questa tua canzone. Cosa è successo?
"Un giorno mi ha chiamato il figlio Massimiliano e mi ha detto che Mina stava preparando un dvd in studio. Aveva ascoltato il mio pezzo, le era piaciuto molto e voleva inserirlo in scaletta. Io non ho esitato un attimo. Dopo mi ha chiamato Mina in persona per ringraziarmi. Mi è sembrato tutto normale, fin troppo.  Situazioni come queste le interiorizzi".

Che effetto ti ha fatto riascoltarla con la sua voce?
"Bello, davvero bello. Un’interpretazione che consegna la canzone ad una prospettiva diversa. E’ come guardare lo stesso film girato da un altro regista."

Cosa rappresenta per te una manifestazione come la Notte Bianca?
"Un grande conquista sociale o almeno così dovrebbe essere. Spesso prevale l’aspetto commerciale. Una notte che non deve essere soltanto all’insegna dell’euforia ma del sano divertimento, della riflessione. La gente ha voglia di tornare a stare assieme, di scendere in piazza".