Intervista a Alessandra Faiella

Lo stile di una donna dal palco del teatro Libero: comicità, punti di vista e nuove tecnologie

Il pubblico del Teatro Libero continua ad applaudire Alessandra Faiella, effervescente ed imprevedibile protagonista dello spettacolo Sesso? Grazie tanto per gradire. Il suo volto e la sua bravura hanno catturato l'attenzione del pubblico ed Alessandra trova il tempo per raccontarsi, snocciolare riflessioni e punti di vista, indossando le lenti di una "comica intelligente".

Alessandra, parliamo di questo spettacolo che porta in scena. E' complicato affrontare i tabù?
"Non mi risulta particolarmente complicato parlare di sesso e di quelli che vengono definiti i tabù della sessualità; soprattutto non è assolutamente complicato parlarne in questo spettacolo. Il tono del testo è talmente ironico, talmente divertente e leggero che io non mi sento imbarazzata nè noto freni e disagio nel pubblico. Non è un testo per nulla volgare, riesce a mantenere un tono distaccato proprio perché non si prefigge la finalità di entrare nel tecnico della questione... si ironizza, si sorride dei propri tabù, che poi sono quelli di tutti... si ride tutti insieme".

Quanto agevola lavorare su un testo scritto dalla famiglia Fo?
"Ho conosciuto la famiglia Fo proprio all'inizio della mia carriera. Facevo una piccola parte ne Il papa e la strega; è stata un'esperienza molto divertente, con loro ho fatto la mia prima turnée. Sesso? Grazie tanto per gradire è il primo monologo loro che porto in scena. Agevola molto avere tra le mani un loro testo, perché ogni loro opera è stata prima rodata direttamente da loro con un pubblico, proprio per questo vi è già una selezione delle parti e delle battute più forti e di più grande impatto. Nel caso di questo spettacolo, poi, è stato fatto un lavoro registico insieme a Milvia Marigliano che ha portato ad una selezione drammaturgica e ad un lavoro intergrativo di luci e musiche".

Tra i tanti personaggi che interpreta, a chi si sente più affezionata?
"Non mi sento affezionata ad un personaggio in particolare; ognuna delle mie interpretazioni è frutto dello studio e dell'analisi di una tipologia di persona".

Nel suo lavoro, essere donna è un vantaggio o uno svantaggio?
"Credo che in generale nel mondo del lavoro essere donna è sicuramente uno svantaggio. Anche nel mondo della televisione non risulta così semplice come può apparire; a meno che non si voglia fare la velina, dove un fisico attraente sicuramente può aiutare, non è così semplice affermarsi. Risulta difficile anche nell'ambiente teatrale, pur facendo una distinzione; può risultare più semplice nell'ambito del teatro di prosa, dove la drammaturgia ha sempre creato grandi personaggi femminili; una distinzione va fatta per il teatro comico, dove le donne vengono ancora viste con diffidenza".

Lei si muove con disinvoltura passando dal palcoscenico al tubo catodico. Cosa le stimola della televisione?
"I soldi! Chiaramente è una battuta, anche perchè non tutti i personaggi televisivi prendono un cachet milionario. La televisione mi piace se fatta bene; è un diverso modo di fare spettacolo, ma non si deve cadere nell'inganno che sia necessario abbassare il livello qualitativo per fare un programma piacevolmente fruibile al grande pubblico. Per questo le mie scelte professionali in questo ambito sono dettate dal desiderio di salvaguardare la qualità. In televisione ho collaborato e continuo tuttora a lavorare con Serena Dandini e Piero Chiambretti, artisti molto abili e competenti, che hanno la capacità di lasciare libertà alla creatività anche in tv, dove per tempi e struttura normalmente non danno possibilità di sviluppo all'interpretazione".

Come è stata l'esperienza televisiva sanremese con Chiambretti?
"In realtà la mia non è stata una vera e propria partecipazione al DopoFestival. All'inizio devovo fare l'operatrice di un finto call center; questo è un personaggio che già interpreto all'interno di Markette ed è particolarmente riuscito; era stato proposto come parafrasi comica del call center del Festival; poi, però, la produzione, ha tolto il vero servizio call center e quindi la finalità della presenza di questo personaggio è andata a cadere. Alla fine l'intervento sì è limitato a registrazioni di clip di vari personaggi, anche perché non mi sarebbe stato possibile creare qualcosa di nuovo essendo sotto debutto dello spettacolo Sesso? Grazie tanto per gradire".

Internet sta mutando il volto dei nostri rapporti sociali. Cosa ne pensa?
"Penso che Internet sia uno strumento assolutamente utile, ma che, come ogni mezzo di comunicazione, debba essere usato con senno e non in modo indiscriminato. Io stessa utilizzo molto Internet per il mio lavoro in tv; è veloce e comodo per reperire informazioni; chiaramente deve essere considerato uno strumento di quantità, perché per la qualità e soprattutto per gli approfondimenti bisogna attingere ai libri e a tutte le altre forme d'arte".

Progetti per il futuro
"Per il futuro prossimo ovviamente Markette con Piero Chiambretti e la tournèe dello spettacolo, magari con l'aumento delle piazze in programma. Ora sono concentrata nel consolidare lavori e rapporti... Oltre si vedrà... il mio, per fortuna o meno, è un mestiere imprevedibile, dove poco è programmabile. Ma questo fa sicuramente parte del suo fascino".