Mr Coffee, il re delle bevande

Dalla pianta alla tazzina. Storia di un amore che da secoli appassiona i 5 continenti

"Ci prendiamo un caffè?". Dopo "come stai?", è forse una delle domande che sentiamo più frequentemente nella nostra vita. E a ragion veduta. Ogni giorno nel mondo si bevono quasi 3miliardi di tazze bollenti, con una media di 150 caffè all’anno a persona.

il caffè e le sue origini etiopi

Non è dunque difficile incoronare il caffè con il titolo di re delle bevande. Un piacere con alle spalle secoli di storia che affonda le radici nel Corno d’Africa, in particolare in Etiopia e più precisamente a Kaffa, regione che ha battezzato l’aromatica bevanda.

Anticamente non si usavano i chicchi tostati e triturati, ma veniva servito un infuso delle foglie della pianta e delle scorze che rivestono il seme. Il risultato era un decotto capace di dare forza e vigore. Con effetti eccitanti simili alla droga.

Le bacche di caffè. Un tempo le scorze venivano usate per la preparazione di un infuso eccitante

Le bacche di caffè. Un tempo le scorze venivano usate per la preparazione di un infuso eccitante

arabica, la dolce. robusta, l'amara

Arabica e Robusta sono le due principali categorie di caffè. Che poi si diversificano in almeno 70 varietà per forma, dimensione e sapore. L’Arabica rappresenta circa il 75% della produzione mondiale. I suoi chicchi sono caratterizzati da una spaccatura centrale a esse. Il sapore è dolce e delicato. La Robusta deve invece il suo nome alla resistenza contro gli attacchi dei parassiti. Ha note più astringenti e amare e un tasso di caffeina tre volte superiore a quello dell’Arabica.

in america latina i principali produttori

Pur essendo di origini africane, i principali produttori di caffè sono i paesi dell’America Latina, in testa il Brasile. Spetta però al Guatemala, la cui coltivazione fu introdotta alla fine del Settecento dai padri Gesuiti, il titolo di migliore caffè al mondo. Il clima subtropicale di cui godono le piantagioni consente una maturazione ottimale dei chicchi, donando loro un aroma unico e particolare.

È il Sud America, con in testa il Brasile, il primo produttore di caffè

È il Sud America, con in testa il Brasile, il primo produttore di caffè

le varietà più pregiate (e più curiose)

Certe varietà sono un vero e proprio lusso. Tra queste, la ben nota, quasi leggendaria, Kopi Luwak, coltivata principalmente in Indonesia. I chicchi sono prima ingeriti da un piccolo animale, lo zibetto, e poi si scartano dai suoi escrementi. Non arricciate il naso: grazie agli acidi e agli enzimi presenti nello stomaco del piccolo carnivoro, si ottiene una bevanda dal gusto vellutato che rimanda al cioccolato e priva di retrogusto amaro. Il prezzo? Può costare fino a 700 Euro al chilo. Altrettanto pregiato, e con la stessa “lavorazione”, è il Black Ivory Coffee, eccellenza thailandese. Si tratta di chicchi ingeriti dagli elefanti e poi raccolti dalle loro feci. Una rarità da 900 Euro al chilo.

Dall’Asia passiamo al Sud America. Tra i più pregiati c’è il giamaicano Blue Mountain, coltivato su una catena montuosa a 2500 metri sul livello del mare. Circa l’80% della produzione viene esportata in Giappone ed è anche usato per la preparazione del liquore Tia Maria. Note di gelsomino e frutti bianchi caratterizzano la qualità Geisha Grand Reserve, prodotta a Panama. Il chicco è così apprezzato e richiesto che viene venduto solo all’asta su internet una volta l’anno.

Dai chicchi ingeriti dallo zibetto si produce il pregiato caffè Kopi Luwak

Dai chicchi ingeriti dallo zibetto si produce il pregiato caffè Kopi Luwak

L'italia e il caffè: un amore lungo 400 anni

La storia d’amore tra l’Italia e il caffè dura da più di 400 anni. Era la fine del Cinquecento quando giunsero i primi piccoli quantitativi. Si dovrà attendere il secolo successivo per ricevere, al porto di Venezia, carichi più consistenti. La Serenissima, Padova e Trieste, le prime città ad apprezzarlo per poi diffondersi lungo tutto lo stivale.

Oggi più della metà degli italiani non potrebbe rinunciare al caffè del mattino. Il 58% lo vuole bere appena sveglio a casa. Un vero successo quello servito al bar: lo richiede il 78%, ognuno con le sue abitudini. E regione che vai, espresso che trovi. Al sud si preferisce dal sapore deciso, colore scuro e consistenza cremosa; al nord, dolce, chiaro e più “lento”.

A Napoli lo servono insieme a un sorso d’acqua. A Trieste si può scegliere tra più di cinquanta declinazioni come il "nero" (espresso normale), il "capo" (macchiato in tazzina) e il "capo in b" (macchiato in bicchierino). Occhio a non sbagliare: il test della cadrega a Milano sta a quello del caffè in Friuli. Chi sbaglia sarà un foresti, ma ugualmente accontentato.

In Italia, città che vai, caffè che trovi. Lungo a Milano; corto e cremoso a Palermo

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