Veneto segreto

Da Montagnana a Padova sulla strada dei sapori, antiche leggende e arte ritrovata

Il gusto può segnare la geografia dei luoghi e dei segreti intimi di un territorio. Tutto merito di un buon prosciutto dop, quello di Montagnana, deliziosa città murata nel padovano. Messere salume – regale è il crudo di Attilio Fontana (www.fontanaprosciutti.it)  - è celebrato ogni anno con la rituale Festa del Prosciutto Veneto.

IL CRUDO DI MONTAGNANA - “Valorizziamo Montagnana difendendo un prodotto gastronomico che per la sua eccellenza è orgoglio della nostra comunità”, sottolinea l’Assessore al commercio Loredana Borghesan. “Stiamo catalizzando tutte le nostre energie per un impegno costante – continua il sindaco Giuseppe Mossa – all’aumento del flusso turistico in queste zone”. Nel nostro itinerario veneto, oltre ai monumenti del centro storico, sono i sapori della zona a tracciare il percorso: dalla gallina padovana alle dolci ghiottonerie locali, che Giovanni e Laura dell’Hostaria S. Benedetto (www.hostariasanbenedetto.it) offrono da più di venti anni ai loro clienti, in un equilibrio perfetto tra gusto e rilettura della tradizione culinaria.

SAPORI DA FIABA - Il percorso può indossare un manto fiabesco se scegliamo di pernottare al Castello di Bevilacqua  (www.castellodibevilacqua.com), che da 700 anni è il baluardo storico della zona: gli antichi fasti rinascimentali si intrufolano nelle sette camere, diverse l’una dall’altra; mentre le proposte dello chef audace Giandomenico Zocca (peccati di gola con l’uovo croccante con sauté di asparagi di Verona o il filetto di trota iridea dell’Adige) riportano gli ospiti a caccia della memoria. “Io e mia moglie abbiamo completato il sogno di mio suocero, tornare ad offrire nel padovano atmosfere familiari in un contesto regale”, ci racconta Roberto Iseppi.

I SEGRETI DI PADOVA -  Con la complicità dell’Avioclub (www.avioclubmontagnana.com) sorvoliamo il territorio, spingendoci verso i colli Euganei, meta di reminiscenze letterarie tra lo struggimento foscoliano e la scissione petrarchesca. Padova non è poi così lontana e, questa volta, l’itinerario sussurra piccoli segreti della città veneta: dal chiostro nella Basilica di S. Antonio all’orto botanico, dal fragore del mercato antico alla festosità delle piazze. Passeggiando a piedi lungo la riviera Paleocapa, ci sono persino accenni di design all’interno dell’Hotel Methis (www.methishotel.com). I sapori tornano a fotografare la nostra permanenza: dal caffè irriverente dello storico bar Petrocchi all’anatra dal gusto sospeso dell’Antica Trattoria dei Paccagnella: “Insieme ad altri ristoratori della via del Santo – replica il gestore Cesare Tombolato – puntiamo a rivalutare questo quartiere padovano attraverso l’arte culinaria”.

Che il Veneto non sia solo Venezia e le sue gondole, ma l’esplorazione di altri minuscoli itinerari. Padova e dintorni hanno ancora altri segreti da svelarci. Li aspettiamo.

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