Un Circuito di Case Museo per Milano

Nasce il sodalizio tra le istituzioni che portano alla luce la Milano più bella, la Milano segreta

Una chiave per concedersi un tour nelle 4 case museo milanesi a prezzo agevolato: è la nuova card promossa dal neonato circuito di Case Museo della città, che riunisce Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti ValsecchiCasa Museo Boschi Di Stefano e l'ultima arrivata Villa Necchi Campiglio.

CARD D'ACCESSO - La card si può acquistare presso queste sedi - ad eccezione della Boschi Di Stefano - ad un prezzo che va dai 10 ai 15 Euro e per sei mesi permette l'accesso in ciascuna delle "magioni" artistiche. Il patrimonio conservato nelle abitazioni private spazia dal Rinascimento fino a metà Novecento. Commentando il circuito fresco di creazione, il Sindaco Letizia Moratti tiene a precisare: "Le case museo hanno un significato che va oltre il mero valore culturale: entrarci vuol dire partecipare alla storia e all'identità di Milano, attraverso il vissuto delle famiglie che le hanno abitate". La parola "identità" è sottolineata più volte nella conferenza stampa di presentazione del Circuito Case Museo di Milano: massima urgenza alla riscoperta del senso di appartenenza alla città, con un pizzico di orgoglio. Aggiunge Daniela Benelli, Assessore alla Cultura della Provincia di Milano: "Spesso si dice che la Milano più bella sia quella nascosta. L'unione di queste 4 case museo ci permette di conoscere proprio questa Milano segreta".

FINALE IN POLEMICA - Interviene Marco Magnifico, Direttore Generale Culturale del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), che lamenta vera e propria incuria verso le ricchezze locali: "Troppo spesso assistiamo a grandi mostre organizzate per puri scopi commerciali, sperperando denaro che potrebbe invece essere investito per ridare smalto a tanti palazzi ed edifici d'epoca. Penso alla Villa Reale di Monza per esempio". Continua Magnifico: "Occorre che pubblico e privato sostengano le realtà museali già presenti sul territorio. Non dimentichiamo che siamo in Italia, abbiamo mille risorse artistiche ignorate o abbandonate a loro stesse". Il rappresentante del FAI conclude lanciando un vero e proprio appello a Istituzioni pubbliche e private: "Milano svegliati e investi, se vuoi realmente comunicare la bellezza e lo stile che ti appartengono e che troppo spesso vengono perse per strada!".

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