Tira e pigia

Nel veronese, un'antica gara di spremitura a piedi nudi dell'uva garganega

Settembre, mese di raccolta e di vendemmia. Una delle più antiche e nobili tradizioni agricole italiane. Così affascinante tanto da essere celebrata sul grande schermo, ma che raramente si assiste in presa diretta. Un'interessante occasione la offre la la Festa dell'Uva di Monteforte d'Alpone, in provincia di Verona.

DONNE E TAJADÈLE - Si tratta di un'antica sagra, nata negli anni Trenta e che quest'anno si terrà tra sabato 11 e domenica 12 settembre nelle terre del Soave Classico, vino doc prodotto da uve garganega. Durante la manifestazione sono in programma due diverse sfide fra le otto contrade di Monteforte. La prima è la gara delle tagliatelle (sabato 11, ore 20), quando davanti alla chiesa parrocchiale, a suon di méscola (mattarello), le donne gareggiano a chi fa le migliori tajadèle. Alla fine della singolar tenzone, le tajadèle saranno cotte in brodo con i figadini (fegatini) e servite ai visitatori.

UOMINI E GARGANEGA - Il giorno seguente, dopo la sfilata pomeridiana lungo la via principale del paese delle contadinelle vestite a festa e dei carri addobbati con grappoli e tralci di vite, gli uomini si confrontano nel Palio delle Contrade, sfida di pigiatura a piedi nudi dell'uva garganega. Per tutto il weekend, lungo le vie Monteforte saranno montati gli stand dei sapori delle contrade, per conosce e gustare le prelibatezze del territorio, tra salumi, formaggi e dolci. Qualche esempio? Quelli della Sarmazza offrono la polenta con aringa e le ciliegie con la grappa e crema di limoncino; la contrada Rubian serve gli gnocchi al formaggio Monte Veronese; mentre Praja, il risotto al Soave.

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