MUSE: la scienza è un'emozione a gravità zero

Apre a Trento il nuovo museo interattivo firmato da Renzo Piano

Mi sono stesa su un letto di chiodi e non ho provato dolore. Anzi, è stato piacevolissimo. Ho visto il calore emanato dal mio corpo. Ho appreso che in Italia siamo mediamente felici. E che il farmaco più consumato nel nostro Paese è il paracetamolo (Tachipirina vi dice nulla?). Dove? Al MUSE, nuovo ed emozionante museo delle Scienze di Trento progettato dall'archistar Renzo Piano. Uno scrigno luminoso, realizzato in vetro, acciaio e bambù, ricco di interessanti exhibit disposti seguendo il principio della "Zero Gravity", ovvero della sospensione tramite cavi sottili e che consentono di vedere gli oggetti da diverse prospettive.

SI PREGA DI TOCCARE - Premessa: si legge come si scrive. Ripetete: MUSE (acronimo di MUseo delle ScienzE). Non confondetevi con la rock band di Matthew Bellamy. Lontano dalle canoniche strutture museali, dove si guarda ma non si tocca, questo nuovo spazio culturale è piuttosto uno science center, come ama definirlo il suo direttore, Michele Lanzinger. "Tutto è toccabile e visibile, così come deve essere la Scienza. Il messaggio che vogliamo trasmettere è proprio quello di conoscere il mondo in cui viviamo. Capendo il suo funzionamento tutti possiamo contribuire al bene della Terra", spiega Lanzinger, geologo e antropologo. L'affascinate viaggio fra le scienze naturali e la tecnologia si snoda lungo sei piani espositivi, che hanno la particolarità di essere sempre visibili globalmente da qualsiasi angolazione: "lo spirito del ricercatore è quello di passare da un piano all'altro. Così è strutturato anche il museo, dove si ha sempre una vista panoramica che consente di vedere l'insieme", racconta il direttore che ha persino voluto ricostruire un ghiacciaio all'interno del MUSE.

ACQUA È VITA - E proprio l'acqua è uno degli elementi più ricorrenti. Infatti, scorre già negli spazi esterni che circondano la struttura; ritorna nei diversi acquari, sia di acqua dolce sia salata; e ancora nella suggestiva foresta "Udzungwa", riproduzione di un'area naturale afromontana, con tanto di cascata e pioggia diffusa. Fiore all'occhiello del centro è il suo fab lab (fabrication laboratory) dove sono a disposizione stampanti 3D e vengono organizzati corsi a tema. Di grande interesse anche il labirinto della biodiversità alpina; l'area dedicata alla tecnologia e al rispetto dell'ambiente, e quella della scienza interattiva, dove scoprire, giocando, il sorprendente mondo della fisica e della meccanica. E non solo. A supporto dell'idea che la scienza debba essere accessibile, al MUSE è possibile vedere gli scienziati all'opera, tra microscopi e ampolle. 

LUCE, MAESTRO! - "I musei della scienza solitamente sono luoghi chiusi e bui. Questo è invece un luogo aperto e luminoso" racconta con piena fierezza Renzo Piano che, supportato da un team di dieci designer, ha curato anche la struttura degli interni. "È stato un lavoro corale, che ha coinvolto scienziati, artigiani, ingegneri e persino orafi, con la massima cura per il dettaglio" precisa il maestro della luce. E il risultato è un luogo incantevole e incantato, olistico, accogliente, etereo e vivo. Dove sentirsi a proprio agio, con la piacevole sensazione di trovarsi in un spazio domestico. A enfatizzare il senso di leggerezza, l'idea di “Zero Gravity”, cioè della sospensione degli oggetti tramite cavi sottili di acciaio. Ecco allora che tutto è fluttuante: animali, reperti, scheletri, pietre, pannelli e monitor, quasi a sottolineare quanto la leggerezza e la purezza dell'animo renda nobile l'uomo.

ECO FRIENDLY - La virtù non è espressa solo nel concept, ma anche nel rispetto per l'ambiente. "Fare un museo della scienza senza pensare all'approccio sostenibile sarebbe stato assurdo", puntualizza l'architetto genovese. Il risultato è un edificio eco friendly, con pannelli fotovoltaici, sonde geotermiche, un sistema di illuminazione e ventilazione naturale e, ancora, una cisterna che recupera l'acqua piovana che fa, ad esempio, da sorgente per l'irrigazione della serra tropicale. Dettagli che hanno permesso al MUSE di essere il primo museo italiano con certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) rilasciata dal Green Building Certification Institute di Washington, titolo che nel mondo detiene anche l'Empire State Building di New York.

Pollice su. Trento è vicina. A poco più di due ore e trenta di treno, vi attende un meraviglioso universo da amare, esplorare e soprattutto toccare. MUSE, semplicemente amusement!

Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 18; il sabato e la domenica fino alle 19. L'ingresso costa 9 Euro ed è gratuito per i bambini fino ai 14 anni.
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